Terra Santa: Firenze, al convento del Monte alle Croci una preghiera per la pace con padre Ielpo

(Foto Fondazione Giovanni Paolo II)

Dal giardino del convento del Monte alle Croci, si eleva una preghiera per la pace, davanti a un altare che dalla Terra Santa è arrivato a Firenze e che da quasi vent’anni rappresenta un legame simbolico tra la comunità fiorentina e i cristiani che continuano a vivere nei luoghi della storia della fede. La guiderà padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, al termine dell’incontro “Nonostante tutto…speranza” il 3 settembre alle 18 nel chiostro del convento francescano. Promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II con il Commissariato di Terra Santa della Toscana, nel suo dialogo con Giampaolo Marchini, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, padre Ielpo porterà a Firenze la voce di chi vive quotidianamente una delle aree più drammatiche e complesse dello scenario internazionale, anche attraverso l’esperienza francescana, chiamata da secoli a custodire i luoghi santi e a stare accanto alle popolazioni che li abitano.
All’incontro è prevista la testimonianza di Nello Scavo, giornalista di Avvenire e profondo conoscitore delle dinamiche del Medio Oriente. L’introduzione è affidata a fra Matteo Brena, commissario di Terra Santa per la Toscana, e a Damiano Bettoni, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II.
Al termine del dialogo, i partecipanti si sposteranno nel giardino del convento davanti all’altare in pietra proveniente da Taybeh, l’antico villaggio identificato con Efraim, a circa 20 chilometri a nord-est di Gerusalemme e oggi considerato l’ultimo villaggio interamente cristiano della Cisgiordania.
L’altare fu benedetto nel 2007 dall’allora custode di Terra Santa Pierbattista Pizzaballa, oggi patriarca Latino di Gerusalemme, e fu chiamato proprio “Altare della pace”. Un segno che lega Firenze e la Palestina e che oggi, davanti alle ferite della guerra e alle tensioni che attraversano la regione, assume un significato ancora più forte.
L’appuntamento si inserisce nel percorso di impegno della Fondazione Giovanni Paolo II, che nel proprio Piano strategico 2026-2031 ha individuato nel rilancio del rapporto con la Terra Santa uno degli assi qualificanti del lavoro dei prossimi anni. Un impegno che rinnova una vocazione presente fin dalla nascita della Fondazione e che si traduce in una presenza concreta accanto alle comunità locali.
In Palestina la Fondazione è presente con una propria sede a Betlemme e realizza diversi interventi per bambini, persone con disabilità, adulti tra cure, ascolto, prospettive di lavoro e di vita, speranza nel futuro. In Italia la Fondazione, nel suo progetto di accoglienza di famiglie di richiedenti asilo, ospita alcuni nuclei familiari provenienti dalla Striscia di Gaza per motivi sanitari. L’appuntamento è aperto al pubblico.

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