Dopo due anni di lavoro, la Church Housing Association, ente della Chiesa d’Inghilterra a cui è stato affidato il compito di dare un contributo alla lotta alla povertà abitativa, ha lavorato con circa 85 parrocchie e identificato siti per la creazione di circa duemila alloggi. Il team del progetto, composto da un architetto, uno specialista in edilizia sociale, un urbanista e un responsabile degli edifici ecclesiastici, ha lavorato a studi di fattibilità preliminari, fino alla fase di “pre-approvazione”, ovvero il momento in cui un progetto richiede il parere di un’autorità urbanistica prima di presentare una domanda formale. Sono 54 i progetti pronti. Questa iniziativa risponde all’attuazione delle raccomandazioni di “Coming Home”, un rapporto del 2021 che invitava la chiesa anglicana a dare il buon esempio, realizzando un maggior numero di alloggi a prezzi accessibili sui propri terreni. Tutte le associazioni e realtà legate alla Chiesa d’Inghilterra e impegnate nel contrasto alla povertà abitativa sono collegate attraverso il Forum for Church Housing, che fornisce una rete per la condivisione di informazioni, opportunità e sviluppi. Il Forum si riunisce ogni tre mesi ed è presieduto dal vescovo della Chiesa d’Inghilterra responsabile per l’edilizia sociale, il vescovo Guli Francis-Dehqani: “Questi progetti possono avere un effetto catalizzatore sulle chiese partecipanti; forniscono alloggi tanto necessari, ma anche opportunità missionarie e rafforzano la reputazione della chiesa nella comunità”. Il prossimo incontro del forum sarà il 10 settembre alle 18.00 e saranno presentati alcuni dei progetti di edilizia sociale in corso nel Paese