Compie 125 anni la Caritas Svizzera e lo fa lanciando un appello per un’azione decisa a favore di coloro che sono colpiti dalla povertà attraverso una serie di iniziative. “I progressi compiuti negli ultimi decenni sono notevoli, ma possono essere rapidamente vanificati”, spiega Esther Reinhard, direttrice di Caritas Svizzera che denuncia il fatto che mentre la crisi climatica, le guerre e le disuguaglianze si aggravano, Paesi ricchi come la Svizzera stiano drasticamente riducendo la loro parte di aiuti internazionali. E ritiene che “la riduzione della povertà si è praticamente arrestata”. Secondo la Caritas elvetica, “anche in Svizzera la povertà è diventata un problema cronico” e manca “una strategia comune per affrontare efficacemente questo problema”. Sarebbero 1,45 milioni le persone che vivono al di sotto o leggermente al di sopra della soglia di povertà, una persona su sei. Su questa realtà vuole fare luce la mostra allestita presso la sede centrale della Caritas a Lucerna, che sarà inaugurata il 9 settembre, intitolata: “Disuguaglianza: perché la povertà ci riguarda”. “La povertà non è solo mancanza di denaro”, spiega Monika Maire-Hefti, presidente di Caritas Svizzera. “La povertà incide sul luogo in cui le persone vivono, sulle opportunità di istruzione, sulla qualità della vita e sulla capacità di partecipare alla società”. Una tavola rotonda il 16 settembre sarà dedicata al lavoro povero in Svizzera, mentre il 23 settembre ci sarà la celebrazione istituzionale dell’anniversario e il 28 settembre ancora un momento di confronto su “Dialogo sulla solidarietà globale”.