“La pace non è una teoria da verificare in laboratorio, né un’ingenua illusione, né un affare da gestire per interesse”. E’ il monito del Papa, bel discorso pronunciato al termine del Rosario per la Pace nei Giardini Vaticani. “Quando la si ricerca con cuore sincero, essa è piuttosto un impegno quotidiano della nostra vita”, ha proseguito: “scaturisce dalla giustizia e dall’amore, come armonia che unisce le persone, le famiglie, le comunità, i popoli”. “Anche in questo tempo di tensioni e conflitti, la pace diventa possibile quando si vuole ascoltare il grido di chi ne è privato”, ha assicurato Leone XIV: “bambini innocenti, madri e padri angosciati, prigionieri maltrattati, profughi, persone sofferenti di ogni età. Tutti costoro hanno sulle labbra una sola parola: pace!”. “Noi lo sappiamo: la pace è sempre possibile perché è dono di Dio”, ha ricordato il Pontefice: “Questa pace, la sua pace, ha il volto di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che nella sua vita donata per noi ha riconciliato il cielo e la terra. Come scrive l’Apostolo Paolo: ‘Egli è la nostra pace’ : Colui che abbatte i muri dell’inimicizia, che vince l’arroganza con l’umiltà e riscatta dal peccato l’intera creazione. Quando il Signore Gesù è con noi e ci comportiamo da veri discepoli del suo amore, allora lo Spirito Santo può realizzare ciò che appare umanamente impossibile. Quando invece ci si allontana da Dio, ci si allontana anche dall’uomo, dal nostro prossimo, restando indifferenti al suo dolore”.