La prima enciclica di Papa Leone XIV ha ricevuto ampio sostegno dalla Germania. “Magnifica humanitas” secondo il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), mons. Heiner Wilmer, è “un documento rivoluzionario per l’umanità”. Il vescovo di Hildesheim ha elogiato in particolare l’iniziativa dell’enciclica di creare un codice etico per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale basato sulla giustizia sociale. “Anche in Germania stiamo assistendo a come gli algoritmi premino la quantità più della qualità e della veridicità; a come la democrazia venga messa a dura prova in tempi di dibattito pubblico polarizzato”. Il cardinale Rainer Maria Woelki di Colonia si è concentrato sull’appello del Papa al perdono per la complicità della Chiesa nella schiavitù. Questo, ha affermato Woelki, è senza precedenti. “Egli unisce una sincera richiesta di perdono da parte della Chiesa per la sua storica complicità nella schiavitù a una condanna profetica del presente. E ha coniato un termine che potrebbe cambiare il dibattito etico del nostro tempo: ha chiesto il disarmo dell’intelligenza artificiale”. Secondo mons. Klaus Krämer, vescovo di Rottenburg-Stoccarda, Papa Leone sottolinea che “L’intelligenza artificiale non è semplicemente una questione tecnica. Tocca la dignità umana”. Pertanto, il suo utilizzo deve sempre essere valutato in base a “se serve all’umanità, ne rispetta la libertà e ne protegge l’inviolabile dignità”. Dal punto di vista dell’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Heße, l’enciclica del Papa invita la comunità globale a partecipare. “Non restate a guardare, ma coinvolgetevi. Contribuite. Aiutate a plasmare la realtà. E questo significa sporcarsi le mani”.