Imprese: Agcm-Bankitalia, concorrenza stabile in Italia ma scarso ricambio ai vertici dei mercati

La concorrenza nell’economia italiana è rimasta sostanzialmente stabile tra il 2010 e il 2023, senza un aumento generalizzato del potere di mercato delle imprese, ma il ricambio degli operatori nelle posizioni di vertice resta limitato. È quanto emerge dal rapporto “Lo stato della concorrenza in Italia”, presentato oggi a Roma dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) e dalla Banca d’Italia. L’analisi prende in esame i margini delle imprese, la concentrazione del fatturato e il dinamismo imprenditoriale. L’aumento dei margini, misurati attraverso il rapporto tra prezzi e costi di produzione, è risultato moderato e ha interessato soprattutto i settori che partivano da livelli più bassi. Anche la concentrazione del fatturato, cresciuta durante la crisi del debito sovrano, nel 2023 è tornata su valori vicini a quelli iniziali. Permangono tuttavia comparti caratterizzati da un’elevata concentrazione e una ridotta mobilità ai vertici. A frenare il rinnovamento ha contribuito anche la dinamica demografica sfavorevole: per gran parte dello scorso decennio le imprese che hanno cessato l’attività hanno superato quelle di nuova costituzione, con un’inversione di tendenza soltanto dal 2021. Per Agcm e Banca d’Italia, favorire l’ingresso di nuovi operatori e la crescita delle imprese più produttive è essenziale per rafforzare innovazione, efficienza e competitività, con ricadute positive sulla produttività, sulla crescita economica e sui consumatori.

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