Ambiente: Unctad, 484 miliardi di dollari il commercio mondiale di alternative alla plastica. Paesi in via di sviluppo crescono

Le esportazioni mondiali di prodotti alternativi alla plastica tradizionale hanno raggiunto 484 miliardi di dollari nel 2024, ma restano molto inferiori a 1.100 miliardi del commercio di materie plastiche. È quanto emerge dai dati della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad), pubblicati oggi. Le economie in via di sviluppo rappresentano il 42% delle esportazioni di sostituti non plastici, rispetto a circa un quarto nel 2005. Un progresso che, tuttavia, non si traduce ancora in una quota significativa di prodotti trasformati: nel 2024 le merci a valore aggiunto hanno rappresentato soltanto il 35% del commercio globale del settore, per un valore di 170 miliardi di dollari. Per l’Unctad, la diffusione di alternative sostenibili, sicure e accessibili alla plastica può contribuire a ridurre l’inquinamento e aprire nuove opportunità economiche per i Paesi in via di sviluppo. È il caso del Kenya, dove un progetto pilota sostenuto dal programma Smep ha trasformato 3.300 tonnellate di foglie di ananas, precedentemente bruciate, in oltre 100 tonnellate di fibre destinate alla produzione tessile. Per consolidare queste opportunità servono investimenti, tecnologie, innovazione, infrastrutture e politiche commerciali adeguate. La sfida, sottolinea l’organizzazione, è superare l’esportazione di materie prime e rafforzare le filiere produttive locali, affinché una quota maggiore del valore economico resti nei Paesi produttori.

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