Panamazzonia: Repam, presentato a New York al forum Onu il terzo rapporto sulle violazioni dei diritti umani

Nell’ambito della 23ª sessione del Forum delle Nazioni Unite sulle questioni indigene a New York, che si sta tenendo questa settimana, la Rete ecclesiale panamazzonica (Repam), attraverso il Nucleo per i diritti umani e l’advocacy internazionale, ha diffuso ieri il suo ultimo rapporto intitolato “Terzo rapporto regionale sulle violazioni dei diritti umani nella regione panamazzonica”, redatto in tre lingue: spagnolo, inglese e portoghese. Il testo documenta la situazione di violazione dei diritti, in qualche caso “straziante”, in cui si trovano diversi popoli indigeni e comunità contadine, fluviali e afro-discendenti della regione. Tra queste, vengono citate le violazioni patite dai popoli Mosetene, Tsimane, Tacana, Leco, Esse Ejja, Uchupiamona e Chiquitano in Bolivia; Maraguá, Morcego e Quilombola in Brasile; Yine-Asháninka e Awajún in Perù; le comunità indigene del Comune di Atabapo in Venezuela; le comunità contadine del Dipartimento di Caquetá, in Colombia; il popolo Kichwa, in Ecuador; e i deplorevoli casi di traffico sessuale sul triplice confine tra Perù, Colombia e Brasile.

Le violazioni dei diritti collettivi e individuali includono il diritto al territorio, all’autodeterminazione, a un ambiente sano, all’accesso all’acqua, alla consultazione preventiva, al cibo, alla libertà sessuale e ad altri diritti che, sebbene non siano esplicitamente menzionati, sono intrinsecamente collegati. Il rapporto chiarisce che il godimento di un diritto umano di base, fondamentale e universale determina la sopravvivenza delle persone ed è, quindi, una condizione per l’esercizio di altri diritti umani. Il documento evidenzia anche le proposte politiche a livello pan-amazzonico che sono state incluse nei rapporti precedenti, ma che non sono ancora state attuate, dimostrando una persistente violazione dei diritti. Il rapporto si conclude con una constatazione preoccupante: la violenza contro le popolazioni indigene, contadine, costiere e afro-discendenti è sempre più aggressiva, mentre gli Stati mostrano una crescente tolleranza per l’impunità e la corruzione.

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