Polonia-Italia: il 18 maggio il presidente Mattarella insieme al polacco Duda ricorderanno la battaglia di Monte Cassino, “popoli fratelli uniti dal sogno della libertà”

“Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il suo omologo polacco Andrzej Duda, insieme, il 18 maggio prossimo celebreranno l’80° anniversario della presa di Monte Cassino da parte degli Alleati”, lo ha annunciato oggi Wojtek Pankiewicz, il vice presidente nazionale dell’Associazione delle famiglie dei combattenti polacchi in Italia (Afcpi). Inaugurando, presso la Biblioteca della Camera dei Deputati la mostra fotografica “Italiani e polacchi: popoli fratelli uniti dal sogno della libertà”, Pankiewicz ha salutato calorosamente l’ambasciatore polacco in Italia Anna Maria Anders, figlia del generale Władysław Anders, comandante del 2° Corpo d’armata polacco che contribuì in modo decisivo a rompere la Linea Gustav la quale nel 1943/44 divideva il sud dal resto d’Italia. Il presidente nazionale dell’Afcpi Maurizio Nowak, ricordando i soldati polacchi morti in Italia “per la nostra e la vostra libertà”, ha fatto riferimento alle donne, anch’esse spesso vittime di conflitti armati, e ha voluto dedicare la mostra allestita presso la Biblioteca della Camera, alle donne ucraine che oggi patiscono gli orrori di una sanguinosa guerra. Anche le donne polacche lottarono contro il nazi fascismo, specie durante la rivolta di Varsavia scoppiata nella capitale polacca il 1° agosto del 1944. Il senatore Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura del Senato, rivolgendosi ai discendenti dei combattenti polacchi ha sottolineato che loro “rappresentano la storia italiana e la liberazione d’Italia”. La storia dell’avanzata del 2° Corpo d’armata polacco, comandato dal generale Anders, e sbarcato a Taranto nel settembre del 1943, è stata illustrata dal Comandante del Comando Militare Esercito Puglia colonello Arcangelo Moro che, ribadendo l’importanza dello sforzo collettivo volto a vincere il nazi fascismo, ha rammentato anche i circa 700mila militari italiani (Imi) internati per essersi opposti al fascismo, di cui molti furono deportati nei campi di concentramento nazisti.

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