Don Peppe Diana: card. Zuppi, “è una luce di speranza. Il suo sacrificio è il seme caduto a terra per la viltà di un assassino e del sistema di morte che si portava dentro e lo accecava”

(Foto di don Peppe Diana da archivio Augusto Di Meo)

“Era davvero un custode, come San Giuseppe di cui portava il nome e che per spregio proprio nel giorno della sua memoria è stato ucciso. Un uomo di Dio, un testimone semplice e coraggioso, appassionato del suo Signore e per questo senza compromessi con chi offende l’umanità e Dio. La sua testimonianza, chiara e senza nessuna ambiguità, è luce nelle tenebre di una violenza che è solo vigliacca, che arma le mani e i cuori e che cresce sempre nell’indifferenza”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, esprime la sua “vicinanza alla celebrazione in ricordo di don Peppino Diana”, in una lettera inviata a mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, in occasione del 30° anniversario della morte di don Giuseppe Diana, ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994.
“Ricordare don Peppino ci aiuta a capire che non si può servire Dio e mammona. E di questo ringrazio voi che avete conservato la sua memoria. Don Peppino è una luce di speranza. Il suo sacrificio è il seme caduto a terra per la viltà di un assassino e del sistema di morte che si portava dentro e lo accecava. Il seme continua a dare frutto: l’amore per i poveri, l’attenzione ai fragili, la giustizia nei comportamenti, l’onesta che non accetta opportunismi, rendere il mondo migliore di come lo abbiamo trovato, come ricorda la legge scout che ha amato”, ha osservato il cardinale.
Infine, il grazie a mons. Spinillo “per la memoria e sentite tu e tutta la tua Chiesa – che ricordo con tanto affetto per la mia visita e che porto nel cuore – la vicinanza della Chiesa italiana, madre fiera di un figlio che ha amato Gesù e il prossimo più delle sue paure e convenienze. E per questo non resta solo e ci fa sentire meno soli, perché niente ci può separare dall’amore di Cristo. Il male uccide il corpo ma non l’amore. Un abbraccio e un impegno di pace”.

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