Coronavirus Covid-19: Coldiretti, tamponi all’arrivo anche a lavoratori stranieri e semplificazione voucher agricolo per italiani

Estendere i tamponi all’arrivo in Italia anche ai lavoratori nei campi provenienti dall’estero per consentire la raccolta dei 2 miliardi di chili di mele sugli alberi appena iniziata come pure la vendemmia per la quale si stima in Italia una produzione di vino Made in Italy attorno ai 45 milioni di ettolitri. È quanto afferma Coldiretti nel sottolineare che in Trentino Alto Adige dove si produce circa la metà delle mele italiane è stato dato il via libera anche ai test sui lavoratori nei campi provenienti dall’estero che potranno partecipare da subito alle attività di raccolta della frutta e dell’uva messi a rischio dalla mancanza di manodopera qualificata per il blocco delle frontiere per il rischio Covid. In questo modo i lavoratori stranieri che superano il test potranno svolgere le attività di raccolta con la Coldiretti che ha avviato una campagna di comunicazione rivolta alle imprese e agli stessi lavoratori per garantire il rispetto delle regole e tutelare la salute pubblica.
Una esperienza che – sottolinea la Coldiretti – va estesa a tutte le regioni per consentire le attività di raccolta nel rispetto di tutte le garanzia di sicurezza. Da nord a sud della Penisola la vendemmia parte tradizionalmente con le uve Pinot e Chardonnay in un percorso che si conclude a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658mila ettari coltivati a livello nazionale ed un impiego di circa 180mila lavoratori stagionali attivando un motore economico che vale almeno 11 miliardi. Ma per salvare le produzioni Made in Italy occorre soprattutto dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter lavorare nei campi attraverso una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che interesserebbe almeno 25mila italiani in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà. “L’Italia non può permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia”, avverte il presidente di  Coldiretti, Ettore Prandini.

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