Pasqua 2020: mons. Lagnese (Ischia), “nel momento di buio e agitazione avvertiamo la presenza del Risorto che cammina con noi”

“A causa di una pandemia, inaspettata e pericolosa, viviamo una Pasqua come mai avremmo immaginato: una Pasqua segnata dalla tristezza e dal dolore, dall’ansia e dalla preoccupazione. Mille paure agitano il nostro cuore e tante domande affollano la nostra mente. E nel cuore sentiamo, fitta, scendere la notte. È, in qualche modo, la stessa esperienza che fecero i discepoli di Emmaus, quella sera di Pasqua, quando, con la morte nel cuore, nonostante le parole di alcune donne che dicevano del sepolcro vuoto, decisero di lasciare Gerusalemme e tornare a casa”. Inizia con queste parole il messaggio per la Pasqua 2020 che il vescovo di Ischia, mons. Pietro Lagnese, ha affidato ai fedeli della diocesi. Il presule, paragonando l’esperienza di dolore che la pandemia ci ha portato a vivere a quella dei discepoli di Emmaus, ha augurato “di fare, in questo tempo, la stessa esperienza! Nel momento di buio e di agitazione che stiamo attraversando, auguro a ciascuno di noi, e per questo prego, di avvertire nella propria storia la presenza del Risorto che cammina con noi nel viaggio della vita”.
In un messaggio ai sacerdoti, mons. Lagnese ha voluto riflettere su un pericolo sempre presente nella vita dei cristiani e dei sacerdoti: “C’è un rischio che intravedo nella nostra vita: è quello dell’assuefazione. Quando a noi preti ci prende, c’impedisce di apprezzare la presenza del Signore e gustare la gioia che viene dal Risorto. Forse celebrare l’Eucarestia da soli, senza la gente, senza chi ci viene ad ascoltare, potrà aiutarci a riscoprire che c’è innanzitutto un Altro che viene: c’è il Signore! Lui non viene meno, mai! Lui, il vero protagonista delle nostre celebrazioni”.

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