Agenzia beni confiscati: oggi compie 10 anni. Libera, “tanti passi in avanti, ma ancora molto rimane da fare per una riforma ancora da completare”

Il 4 febbraio di dieci anni fa venne istituita l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata con la “necessità e urgenza di istituire un organismo che assicuri l’unitaria ed efficace amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni mafiose”. Sin dal 2006 in occasione della prima edizione di Contromafie, Libera aveva fortemente richiesto la nascita dell’Agenzia, ricorda stasera una nota.
Ma le difficoltà di funzionamento dell’Agenzia furono subito evidenti, portando inevitabilmente alla elaborazione di una ulteriore riforma del codice delle leggi antimafia, giunta in approvazione definitiva solo nell’autunno 2017. Una riforma che, insieme alle modifiche del 2018, ha portato la dotazione organica da 30 a 200 unità. Ma, denuncia Libera, “l’aumento dell’organico è rimasto solo sulla carta, senza tradursi concretamente in un potenziamento dell’Agenzia. Il bando di concorso pubblico non è stato ancora avviato, mentre solo nel dicembre scorso, con la legge di bilancio per il 2020, è stato introdotto un meccanismo che semplifica le procedure di inquadramento nei ruoli dell’Agenzia e rende finalmente possibile l’aumento di cento unità, prevedendo anche la relativa copertura finanziaria”.
Insomma, “un enorme ritardo che continua a gravare inevitabilmente sulle procedure di destinazione dei beni, rallentando e in alcuni casi ostacolando il loro riutilizzo per finalità pubbliche e sociali”. In questi dieci anni di attività, sostiene Libera, “l’impegno dell’Agenzia nazionale è sempre di più cresciuto, nonostante le carenze e le criticità operative nella sede nazionale e nelle sedi territoriali” e “passi in avanti sono stati compiuti su più fronti”, “ma ancora tanto rimane da fare. In primo luogo occorre dare certezza dei tempi per portare a regime l’organico che – se pienamente in funzione – consentirebbe, infatti, di ottenere un cambio di passo determinante nella destinazione degli 11.000 beni immobili (in termini di particelle catastali) confiscati in via definitiva e ancora da destinare, nel monitoraggio e verifica dell’effettiva restituzione alla collettività degli oltre 16.000 beni immobili già destinati allo Stato o ai comuni, nell’azione di supporto all’autorità giudiziaria e di accompagnamento alla programmazione e progettazione dei comuni e delle organizzazioni sociali e sindacali. Insieme al cambio di rotta richiesto nella gestione delle aziende sequestrate e confiscate e per tutelare i loro lavoratori”.
Per queste ragioni, conclude Libera, “chiediamo al Governo e al Parlamento di intervenire con urgenza, rimettendo al centro delle priorità dell’azione politica l’impegno a migliorare l’operatività dell’Agenzia al fine di sostenere e sviluppare le buone pratiche amministrative e sociali attivate dal 1996 ad oggi, riconosciute a livello europeo ed internazionale”.

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