Insegnamento religione cattolica: mons. Perego (Ferrara) a docenti, “non confondere religione e politica”

foto SIR/Marco Calvarese

“L’insegnamento della religione cattolica aiuta a scoprire, a partire dalla Bibbia e dalla storia della Chiesa, questa originalità della vita e dello stile del cristiano, fondato sull’amore”. Lo ha detto l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, nell’omelia pronunciata ieri durante la messa celebrata nel Seminario di Ferrara per gli insegnanti di religione. “L’insegnamento della religione dalla storia di Gesù passa alla storia della Chiesa, per vedere nelle sue diverse tappe e stagioni l’inculturazione, i modelli di vita cristiana, dalla stagione dei martiri a quella dei monaci, l’incontro e lo scontro con altre culture e religioni, il dialogo culturale, ecumenico e interreligioso, incrociando, in maniera interdisciplinare, anche altri insegnamenti, aiutando a dare una risposta alle domande profonde dell’uomo”. Quindi, un’indicazione precisa dal presule ai docenti: “Non trascurate di insegnare tutte le stagioni e le esperienze storiche della Chiesa”. E, ancora, l’invito a “essere attenti ai ‘falsi profeti’” e a “non usare testi e opinioni che confondono religione e politica, che usano la religione per la politica, che si oppongono al Magistero della Chiesa, che rimettono in contrapposizione Chiesa e mondo, che non accettano la ‘continuità-discontinuità’ del Concilio Vaticano II, il dialogo culturale, ecumenico e interreligioso, la scelta della pace e della nonviolenza, la tutela della dignità di ogni persona”. L’arcivescovo ha poi ricordato che “l’insegnamento della religione cattolica nella scuola è un mandato della Chiesa che non può essere tradito da opinioni personali, ma fondato sulla Bibbia, sulla Tradizione e sul Magistero della Chiesa, riletti e insegnati con intelligenza e con fede, nel rispetto della storia”. “Nella scuola siamo chiamati a educare, non a convertire, contribuendo ad un unico piano formativo scolastico”.

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