Migrazioni: Scalabriniani, visori e video tridimensionali per mettersi nei panni dei migranti. Al via progetto nelle scuole

È racchiuso nello spazio di un gioco di ruolo che utilizza visori speciali, app e la tecnologia dei video tridimensionali a 360 gradi l’esperienza proposta, soprattutto ai giovani delle scuole, dal progetto “Ponte di dialoghi – Bridges beyond borders” promosso dalla Fondazione Cser (Centro studi emigrazione Roma) degli Scalabriniani, con il sostegno economico della Fondazione Migrantes e a cura di Ceiba Factory. Il progetto, presentato ieri a Roma nella sede del Cser, vuole promuovere una cultura della conoscenza e dell’accoglienza contro ogni forma di discriminazione e xenofobia. Prenderà il via a marzo in una decina di scuole medie inferiori e superiori. Coinvolgerà almeno 1000 studenti e durerà per tutto il 2020. Per ora sono disponibili quattro storie diverse, sintetizzate in 7 minuti, raccontate in immagini tridimensionali riprese da una telecamera GoPro posta sulla testa del protagonista principale. Chi indossa il visore Oculus Go ha la sensazione di trovarsi veramente al posto di Carolina del Rwanda, di Namin della Guinea o degli altri migranti dal Congo e dall’Est Europa. È costretto ad ascoltare voci e urla delle carceri libiche, a rischiare di annegare in mare o a vedersi camminare a piedi attraverso deserti senza acqua da bere, nelle townships di Cape Town in Sudafrica o su un marciapiede di Roma a chiedere l’elemosina. Alla fine di ogni video si scopre il vero volto del/della protagonista, con una breve testimonianza. Nelle storie si affrontano temi come la violenza e la tratta delle donne, lo sfruttamento lavorativo, le condizioni dei richiedenti asilo, la vita delle badanti dell’Est Europa, costrette a lasciare i figli a casa. Il progetto prevede una giornata formativa con la visione del filmato, l’approfondimento con la presenza di testimoni ed esperti, il feedback dei ragazzi. Sarà inoltre realizzata una collana di volumi didattici sulla storia delle migrazioni in alcune città italiane e laboratori di formazione artistica e pedagogico-teatrale. “Vogliamo unire la dimensione cognitiva con quella emozionale – ha spiegato padre Lorenzo Prencipe, responsabile del Cser -, per arginare quella che è stata definita la ‘fine della compassione’. Oggi ci si abitua a tutto e niente più ci indigna o commuove, nemmeno i naufragi “.  L’idea è partita da una intuizione di padre Gabriele Beltrami, responsabile dell’ufficio comunicazione degli Scalabriniani.

Ponti di Dialoghi

Il 7 Novembre alle ore 18 Vi aspettiamo al VRE – Virtual Reality Experience (VRE) presso l'ex Ex Caserma Guido ReniSala Cinema Intesa San Paolo – Spazio Visioniper la presentazione di Ponti di Dialoghi, un progetto di realtà immersiva della Fondazione Centro Studi Emigrazione – CSERAbbiamo avuto l'onore di realizzare i video in VR360 per questo progetto, girando in diversi paesi dell'Africa e dell'Europa. Sarà per noi una grande emozione vedere le reazioni degli spettatori per la prima uscita pubblica di questo lavoro.Ponti di Dialoghi è un'esperienza in realtà immersiva che porta lo spettatore all'interno delle storie di diversi migranti e rifugiati. La possibilità di mettersi nei loro panni e provare a capirne meglio le scelte. Un modo per capire meglio uno dei maggiori temi del nostro mondo.

Pubblicato da Ceiba Factory su Mercoledì 6 novembre 2019

 

 

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