“Occorre chiedersi non soltanto quanto questi mezzi siano capaci di trasformare la realtà, ma in quale direzione lo facciano. In altre parole, se le possibilità aperte dall’innovazione favoriscano relazioni più giuste, istituzioni più attente alla persona e un futuro realmente condiviso”. Nella sua relazione introduttiva alla terza sessione del Concistoro convocato da Papa Leone XIV in Vaticano, il card. Stephen Brislin ha sintetizzato così il modo in cui la Magnifica Humanitas affronta il tema dell’intelligenza artificiale, a partire da “un appello rivolto a tutti: prestare attenzione al modo in cui stiamo costruendo insieme”. “Gli strumenti tecnici entrano infatti dentro processi politici, economici, sociali ed educativi che condizionano in profondità la qualità della vita comune”, ha affermato il cardinale: “Costruire insieme appare così come una risposta alla tentazione di assecondare un progresso tecnologico fine a se stesso e, al tempo stesso, come un argine rispetto ai suoi possibili effetti disgreganti. Per i credenti, questo invito assume un significato proprio: riscoprire e valorizzare la sinodalità come forma specifica del costruire insieme in quanto Chiesa”. “Le nuove tecnologie promettono una vita più agevole e meno esposta alla sofferenza”, uno degli spunti della prima enciclica di Papa Leone, ma occorre “recuperare il senso del limite, che contribuisce a educare l’intelligenza umana a uscire dall’illusione dell’autosufficienza”. “I principi della Dottrina sociale della Chiesa – la tesi di Brislin – aiutano a leggere i processi storici, a valutare le promesse della tecnica e a distinguere ciò che serve la persona da ciò che la espone a nuove forme di dipendenza o esclusione”. “Tessere la speranza” significa, allora, per il Papa, “orientare anche l’intelligenza artificiale perché diventi, nella concretezza del tempo presente, un passaggio possibile verso la civiltà dell’amore”. Magnifica Humanitas consegna alla Chiesa una responsabilità precisa”, ha concluso il cardinale: “Abitare i cantieri della storia con una forma propria, sinodale nel metodo, radicata nelle virtù teologali e orientata al servizio della persona”.