80 anni Costituente: Mattarella, “metodo consensuale prezioso, particolarmente nell’emergenza”

“Il metodo consensuale che ha caratterizzato, sin dalla Costituzione, la vita della Repubblica nelle occasioni più rilevanti è apparso prezioso, particolarmente nell’emergenza”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Montecitorio alla seduta solenne di Camera e Senato per gli 80 anni dell’apertura dei lavori dell’Assemblea Costituente.
Il Capo dello Stato ha ricordato una dei momenti più critici della neonata Repubblica Italiana: “La conferenza di pace di Parigi aveva ultimato il testo del Trattato e l’Italia si trovava ad affrontare il lascito avvelenato della guerra”. Era il 1946. “Il dibattito che precedette la ratifica – nel Paese e nella stessa Assemblea – fu, naturalmente, molto intenso”, ha rievocato il presidente, evidenziando che “a prevalere furono la consapevolezza delle drammatiche condizioni materiali in cui si trovava la popolazione italiana, largamente dipendente per la sopravvivenza dagli aiuti statunitensi”. “Così come – ha aggiunto – la coscienza che, per riprendersi, occorreva in primo luogo sopravvivere e che, infine, le scelte di politica estera dovevano anzitutto mirare a salvaguardare l’indipendenza politica della Repubblica appena nata. Senza Trattato di pace – conseguenza della sconfitta – l’Italia si sarebbe trovata di fronte alla insostenibile condizione della prosecuzione del regime di armistizio”. “A scrutinio segreto, con 262 voti a favore, 80 astenuti (da sinistra) e 68 contrari (da destra), l’Assemblea Costituente ratificava il trattato. Si chiudeva una fase della storia”, ha notato Mattarella: “Toccava a una classe dirigente perseguitata dalla dittatura, e che non era stata certamente all’origine della guerra, gestirne l’ingrata eredità”.

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