Sparatoria all’Islamic Center of San Diego: Ucoii esprime cordoglio. “Due adolescenti non nascono con l’odio nel cuore”

L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii) esprime il proprio più profondo cordoglio alle famiglie delle tre vittime della sparatoria avvenuta il 18 maggio 2026 all’Islamic Center of San Diego, California — la più grande moschea della contea. Secondo l’Unione, la tragedia assume “un significato ancora più profondo se si considera che lunedì 18 maggio segnava l’inizio dei dieci giorni più sacri del calendario islamico — i giorni di Dhul Hijjah, che culminano con la Festa del Sacrificio (Eid al-Adha). Ore in cui milioni di musulmani in tutto il mondo si preparano alla preghiera e alla riflessione spirituale. In quel momento, tre uomini sono stati uccisi mentre pregavano”.
L’Ucoii ricorda i nomi delle vittime: Amin Abdullah, guardia di sicurezza della struttura, Hadid Abdi e Muhammad Taha, due operatori della comunità. La polizia di San Diego ha confermato che Amin Abdullah, con il suo tempestivo intervento, ha permesso l’evacuazione dei bambini della Al Rashid School annessa al centro, salvando numerose vite. In un comunicato diffuso oggi, l’Ucoii “condanna con fermezza e senza ambiguità ogni forma di violenza, ogni crimine d’odio e ogni atto terroristico, ovunque sia commesso e chiunque ne sia la vittima”.
“L’intervento eroico di Amin Abdullah — ha dichiarato il presidente Yassine Baradai — ci ricorda che tra noi vivono persone straordinarie che dedicano la loro vita alla protezione degli altri. A San Diego come a Modena e in tanti altri luoghi del mondo, semplicemente eroi. Non possiamo dimenticare che l’odio contro i musulmani non è un’opinione: è una sempre più crescente minaccia reale che si trasforma in sangue”. Gli autori della sparatoria sono Cain Clark, di 17 anni, e Caleb Vazquez, di 18 anni, entrambi residenti a San Diego. “Due adolescenti — prosegue Baradai — non nascono con l’odio nel cuore. Lo imparano dalle parole che vengono normalizzate ogni giorno nel dibattito pubblico, sui social, online. Chiunque alimenti la narrativa dell’odio contro i musulmani deve assumersi la responsabilità di ciò che quella narrativa produce. Ieri: tre morti. Domani: chissà”.
Nel comunicato, l’Ucoii ricorda che in Italia i luoghi di culto islamici sono stati oggetto di decine di attacchi e episodi di discriminazione documentati dal 2001 ad oggi: moschee profanate, cimiteri islamici vandalizzati, minacce a Imam e fedeli. Questo clima di odio e discriminazione produce conseguenze concrete e mortali. “Chiediamo giustizia, chiediamo rispetto”, conclude il presidente. “Chiediamo che le istituzioni, le forze politiche e la società civile riconoscano senza ambiguità che l’odio anti-musulmano e l’islamofobia sono un problema reale. Che i luoghi di culto di ogni fede debbano essere tutelati come spazi di pace. Che chiunque alimenti discorsi d’odio contro i musulmani contribuisce a creare il terreno per crimini come quello di San Diego”.

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