“Più che soldati, voi siete servitori che, a immagine di Cristo, andate incontro a coloro che hanno bisogno del vostro aiuto: non solo i membri della Curia o i funzionari in visita in Vaticano, ma anche i pellegrini e i turisti”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi nella Sala Clementina le Guardie Svizzere e i loro familiari, in occasione della cerimonia del Giuramento. Il Pontefice ha ringraziato il Comandante, gli Ufficiali e tutti i membri del Corpo, esprimendo gratitudine alla “Nazione elvetica, da cui provengono le giovani reclute che si mettono con gioia al servizio del Papa”. Le Guardie, ha sottolineato, sono “motivo di orgoglio” per la Svizzera e portano in Vaticano “i valori culturali e spirituali in cui sono cresciuti”. Leone XIV ha richiamato la dimensione vocazionale del servizio prestato alle porte dello Stato del Vaticano, nel Palazzo Apostolico e nelle Basiliche Maggiori: “Questi luoghi, ricchi di storia e di fede, vi inducono alla riflessione e alla preghiera”. “La vostra missione – ha affermato il Papa – che è innanzitutto militare, è tuttavia inscindibile dalla vocazione alla santità di ogni battezzato”. Da qui la convinzione del Pontefice che la decisione di “dedicare alcuni anni della vita al servizio del Papa e della Santa Sede” si inserisca in “un percorso personale di fede”. Leone XIV ha infine ricordato le parole di Gesù: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.