“Che cos’è la Chiesa?” e “Quale dono mi è stato fatto da Dio e come posso metterlo a servizio della mia comunità e di tutta la Chiesa?”: sono le domande, “di quelle capitali”, al centro dell’omelia di domenica 3 maggio di padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa, oggi nella fraternità francescana del Monte Nebo, in Giordania. Le letture liturgiche, ha spiegato il religioso, rispondono attraverso tre immagini “diverse e complementari”. La prima è quella della Chiesa come “comunità del servizio reciproco”: non una società di servizi, ma una comunità in cui “ognuno fa per l’altro quel che Dio gli ha dato la grazia di fare”. Gli Atti degli Apostoli ricordano come anche i problemi organizzativi vadano affrontati “pregando, dialogando e trovando soluzioni concrete”, perché la Chiesa è insieme “corpo mistico di Cristo” e “organismo sociale”. Da qui l’invito a domandarsi: “Quale dono mi è stato fatto da Dio e come posso metterlo a servizio della mia comunità e di tutta la Chiesa?”. La seconda immagine, ripresa dalla Prima lettera di Pietro, è quella della Chiesa come “edificio spirituale fatto di pietre vive”, unite tra loro perché unite a Cristo, “fondamento su cui è costruito l’edificio”. Dio, ha sottolineato Patton, “è presente prima di tutto nella comunità dei cristiani riuniti nel nome di Gesù”, chiamata a operare insieme “stringendosi all’unica pietra angolare”, per non rendere fragili le proprie opere. La terza immagine viene dal Vangelo di Giovanni: la Chiesa come “specchio”. “Chi ha visto me ha visto il Padre”, dice Gesù, e così anche i credenti sono chiamati a “rendere visibile il volto di Dio nella storia” compiendo le opere di Cristo, nella fiducia e nell’abbandono alla volontà del Padre. “Nulla di voi trattenete per voi”, ricorda san Francesco, perché “tutti e per intero vi accolga Colui che tutto a voi si offre”. Da qui la preghiera conclusiva: che la Chiesa sia riconosciuta come “una comunità di servitori del bene, un tempio in cui incontrare Dio e un volto nel quale sia possibile vedere riflesso Gesù Cristo e il Padre”.