Migliaia di persone innocenti continuano ogni anno a essere uccise, ferite o segnate dalla violenza terroristica. Nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale del ricordo e tributo alle vittime del terrorismo, l’Onu richiama l’attenzione non solo sulla condanna degli attentati, ma soprattutto sulle conseguenze che restano nella vita delle vittime e dei superstiti. La ricorrenza, istituita dall’Assemblea generale nel 2017 con la risoluzione 72/165, vuole onorare le vittime, sostenere i sopravvissuti e promuovere la piena tutela dei loro diritti umani e delle libertà fondamentali. Per le Nazioni Unite, infatti, quando l’attenzione sull’attacco si spegne, molte vittime rischiano di essere dimenticate e di non ricevere il sostegno necessario per affrontare traumi e conseguenze a lungo termine. Servono interventi multidimensionali, sul piano fisico, psicologico, sociale e finanziario. La responsabilità primaria spetta agli Stati, mentre l’Onu sostiene i governi e le associazioni delle vittime attraverso assistenza tecnica, formazione e programmi dedicati. La Strategia globale antiterrorismo, adottata nel 2006 e periodicamente aggiornata, si fonda su 4 pilastri: affrontare le condizioni che favoriscono il terrorismo, prevenirlo e combatterlo, rafforzare le capacità degli Stati e garantire il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto. Dal 2019 opera inoltre il Gruppo degli amici delle vittime del terrorismo e nel 2022 si è svolto il primo Congresso globale Onu dedicato alle vittime. Un impegno che, sottolinea l’Onu, deve tradursi in solidarietà concreta, riabilitazione e reintegrazione sociale.