“Ci troviamo davanti a una sottile forma di dominio quando gli algoritmi decidono chi viene visto, chi resta invisibile, quando le piattaforme digitali plasmano il discorso pubblico senza rendere conto a nessuno e quando la dignità dei lavoratori è subordinata all’ottimizzazione dei sistemi”. Così Papa Leone XIV, in lingua inglese, nel discorso ai partecipanti al XVII Incontro annuale dell’International Catholic Legislators Network, ricevuti questa mattina nella Sala Clementina. Il Papa ha messo in guardia dal rischio che il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale crei “nuove forme di dipendenza tecnologica, con le nazioni più povere sempre più dipendenti da quelle più ricche”: occorre vigilare, ha avvertito, perché l’innovazione non diventi “un altro veicolo di colonialismo ideologico o economico”. Rivolgendosi ai legislatori, il Pontefice ha ricordato che il loro compito “non è ostacolare l’innovazione, ma guidarla con saggezza”, attraverso “quadri giuridici solidi, una supervisione indipendente, utenti informati e un sistema politico che non abdichi alla propria responsabilità”. Contro la cultura del potere, ha proseguito Leone XIV, la Chiesa propone “la civiltà dell’amore”, la cui prima scuola di umanità è la famiglia: l’intelligenza artificiale, ha ammonito, non deve mai erodere “questa cellula primaria della società”.