“Siamo giovani appartenenti a fedi diverse: cristiani – cattolici e ortodossi – musulmani, ebrei e drusi, e ci siamo riuniti per confrontarsi su come e perché l’educazione tocchi così da vicino e nel profondo la vita di ognuno”. Lo scrivono nel documento finale i giovani che anche quest’anno si sono ritrovati, fino a ieri, a Castiglione della Pescaia (Toscana) per il loro incontro annuale dall’Angola, Egitto, Etiopia, Iraq, Israele, Libano, Malta, Palestina, Russia, Spagna,
Siria, Tunisia, Ucraina e Stati Uniti sul tema”Edu-Care”. Il titolo stesso dell’incontro – promosso dall’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira – ha messo in primo piano “la nostra sfida più grande: il nostro focus non si limita all’istruzione formale, ma abbraccia la dimensione umana e della cura che è insita in ogni percorso educativo”. Durante i giorni del Campo – si legge nel documento diffuso oggi – “abbiamo vissuto l’EDU-Care nella nostra quotidianità, sforzandoci di costruire una comunità accogliente e solidale, condividendo gli spazi comuni, dalle camerate fino al sedere l’uno accanto all’altro a tavola”. Inizialmente questa “convivenza è stata percepita da molti partecipanti come una sfida ma, con il passare dei giorni, abbiamo iniziato a prenderci sempre più cura gli uni degli altri, riuscendo così ad oltrepassare l’ostacolo e sperimentare la ricchezza di un’esperienza così condivisa. Superare le barriere linguistiche e i conflitti tuttora in corso nei nostri paesi d’origine è stata un’altra sfida cruciale del nostro percorso”.