Si conclude oggi la visita pastorale in Libano dell’ordinario militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, che da ieri ha incontrato il contingente italiano impegnato nella missione Unifil nel sud del Paese. Al suo arrivo nella base “Millevoi” di Shama, l’arcivescovo è stato accolto dal generale di divisione Diodato Abagnara, capo missione e comandante delle forze Unifil, e dal generale di brigata Andrea Fraticelli, comandante del contingente italiano e del settore Ovest della missione, attualmente a guida Brigata “Sassari”. Nel corso della visita mons. Saba ha avuto un confronto sui principali temi che caratterizzano l’impegno della forza multinazionale dell’Onu e ha voluto esprimere la propria vicinanza ai militari: “Ho desiderato fortemente questa mia presenza tra voi non come un semplice adempimento istituzionale, ma come un bisogno del cuore attraverso il quale esprimere prossimità, offrire ascolto e vivere l’incontro, per condividere la vostra missione, mettermi in ascolto delle vostre fatiche, del vostro orgoglio e della vostra dedizione, riconoscendo in ciascuno di voi non solo un professionista con le stellette, ma un costruttore di pace”. Nel messaggio rivolto al contingente, l’arcivescovo ha richiamato più volte il magistero di Papa Leone XIV sul tema della pace, ricordando in particolare che “il Signore ci ha dato intelligenza e volontà per risolvere i conflitti tra gli esseri umani”. Momento centrale della visita è stata la messa nella chiesa della base, dedicata a “Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII Papa”, durante la quale mons. Saba ha amministrato il sacramento della Confermazione a dodici militari italiani. Hanno concelebrato don Giovanni Tanca, segretario particolare dell’ordinario militare, e don Ciprian Farcas, cappellano militare del contingente. Nell’omelia il presule ha sottolineato il valore della missione svolta dai militari italiani nel Libano meridionale: “Quel servizio che voi svolgete qui come custodi della libertà, promotori della cooperazione e costruttori di pace ha proprio bisogno di cuori, di menti e di operazioni volte a costruire la pace”. Richiamando ancora Papa Leone XIV, ha aggiunto: “La pace è frutto dell’impegno, del servizio, della donazione. La pace non può nascere senza un’applicazione e una dedizione, a maggior ragione in quelle situazioni dove il conflitto emerge”. Rivolgendosi ai cresimandi, mons. Saba ha ricordato che “lo Spirito Santo è un balsamo che vi dona l’energia, la forza interiore per riprendervi ogni qualvolta la stanchezza sopraggiunge”. Quindi l’augurio finale: “Il Signore possa così tenervi sempre solidi, forti, per fare da ombra, per custodire i luoghi dove il sole del male, il sole della guerra, molte volte porta la morte e la distruzione”.