Corruzione: Libera, 38 inchieste e 386 indagati nei primi 5 mesi del 2026. Dall’8 al 13 giugno mobilitazione nazionale

Una corruzione “sempre più dilagante, silenziosa e invisibile”, con “enormi costi sociali, politici, economici e ambientali”. È la fotografia scattata da Libera sulle principali inchieste emerse tra il 1° gennaio e il 1° giugno 2026: 38 inchieste per corruzione e concussione, 23 procure coinvolte in 10 regioni, 386 persone indagate. Tra queste 14 politici – sindaci, assessori e consiglieri. I reati contestati vanno dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso. Per tutti vale la presunzione di non colpevolezza. La regione con più indagati è la Sicilia (107 in 9 inchieste), seguita da Lazio (85) e Campania (65). In Puglia si contano 48 indagati e il maggior numero di politici coinvolti (7). Negli ultimi 18 mesi le inchieste sono state 143, con 1.507 indagati, di cui 71 politici. Il quadro restituisce un Paese “sotto mazzetta”: tangenti per false residenze o certificati, appalti truccati nella sanità e nei rifiuti, licenze edilizie e servizi pubblici pilotati, concorsi universitari manipolati, fino agli intrecci tra politica e clan nelle grandi opere. Dall’analisi emerge un sistema corruttivo spesso organizzato, in cui il ruolo di garante delle “regole del gioco” è ricoperto di volta in volta da dirigenti, faccendieri, imprenditori, boss mafiosi o “politici d’affari”. Per accendere i riflettori su questi fenomeni, dall’8 al 13 giugno Libera promuove in tutta Italia la settimana “Occhi aperti sulla corruzione”, nell’ambito della campagna “Fame di verità e giustizia”, con flash mob e incontri pubblici per chiedere più trasparenza, controllo e responsabilità. “Un’azione collettiva – afferma Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera – per ribadire che la corruzione non è un’anomalia ma un sistema che si adatta ai contesti. Non bastano pene più severe: serve un patto tra istituzioni e cittadinanza attiva, con regole chiare su conflitti di interesse, lobby e finanziamenti, strumenti efficaci di prevenzione e monitoraggio civico”.

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