“Ogni essere umano, ovunque nel mondo, ha in comune il concetto di dignità”. Lo ha detto Giulia Cicoli, co-fondatrice di Still I Rise, organizzazione umanitaria fondata nel 2018 per portare educazione d’eccellenza ai bambini profughi e vulnerabili nel mondo, che oggi ha aperto il primo “Angolo del conflitto” del YouTopic Fest 2026 a Rondine – Cittadella della pace. Parlando della sua storia personale e riferendosi al premio Standout Women and Men Award 2026 – Cicoli ha affermato che “di straordinario in me non c’è nulla, mi sono trovata ad affrontare delle cose nella vita che mi hanno portata dove sono. Ma nulla sarebbe stato possibile senza tutte quelle persone che ho avuto al mio fianco”. Cicoli si è definita prima di tutto “attivista” annullando le distanze fra la sua missione e la sua persona: “Faccio molta fatica di fronte alle ingiustizie, quando qualcosa non mi piace cerco nel mio piccolo di combatterlo”. Cicoli, però, ha conosciuto, come molti giovani, il conflitto interiore, “sono sempre stata la ragazza che aveva tutto, ma percepivo l’inquietudine di non essere dove volevo essere. Per questo mi sentivo spesso in colpa e ingrata. Non c’è stato un momento dove è crollato tutto, ma ho passato molti anni svegliandomi di notte con il peso sul cuore di non sentirmi dove dovevo essere” spiega. Dopo una laurea in linguistica a Londra, torna in Italia dove trova lavoro come lavoro come Business trainer, colei che insegna l’inglese a manager o personale di azienda. Poi nel 2016, spinta dal desiderio di fare qualcosa per gli altri e di aiutare, tramite un gruppo Facebook di volontari, arriva in un campo profughi a Samos nel 2016 e la sua vita cambia. Nell’anno che Giulia impiega per decidere di lasciare tutto e dedicarsi interamente al volontariato, la situazione degli hotspot in Grecia diventa tragica. Centinaia di migliaia di persone sono ammassate in spazi ristretti, privati della propria dignità e dei propri diritti, in attesa dei documenti per potersi spostare altrove. “Ogni essere umano, ovunque nel mondo, ha in comune il concetto di dignità. In quel contesto c’erano delle persone a cui nessun diritto umano veniva garantito. Proprio perché sei stato messo in quella condizione da altri, meriti come tutti gli altri di avere i tuoi diritti rispettati”. Da qui la decisione di puntare sull’eccellenza scolastica, “la qualità sopra la quantità, per rompere la regola non scritta secondo la quale solo chi proviene da famiglie molto ricche può accedere a quel tipo di istruzione e ai percorsi che crea successivamente”.