C’è un modo di abitare il digitale che non passa per la ricerca di un “like”, ma per il desiderio di raccontare una storia che valga la pena di essere ascoltata. Negli oratori della diocesi di Cremona sta accadendo qualcosa di nuovo: gli schermi degli smartphone, spesso visti come barriere, stanno diventando finestre spalancate sulla vita della comunità. Si tratta del progetto “SocialCrew Oratorio”, nato dall’iniziativa della Fondazione diocesana per gli oratori milanesi (Fom) con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Questa collaborazione ha permesso di estendere l’esperienza a tutte le diocesi della Lombardia, coinvolgendo la Federazione oratori cremonesi in un percorso che punta a trasformare gli oratori in laboratori di comunicazione digitale etica. L’obiettivo è chiaro: rendere gli adolescenti protagonisti attivi, capaci di una narrazione consapevole e generativa.
Il progetto poggia su una rete coordinata di figure che garantiscono la tenuta educativa dell’esperienza. Al vertice un Tavolo di coordinamento regionale traccia le linee guida; sul territorio, i facilitatori operano come figure educative individuate dalle diocesi e incaricate di accompagnare lo sviluppo delle crew locali. Questi ultimi agiscono come “ponte” tra il centro e la periferia, supportando gli educatori dei singoli oratori e guidando il lavoro dell’equipe di adolescenti.
In questo contesto regionale la diocesi di Cremona partecipa con tre parrocchie – Piadena, Sabbioneta e Pandino – in cui un gruppo di adolescenti tra i 16 e i 19 anni ha accettato la sfida di smettere di essere solo consumatori di contenuti per diventare “narratori etici”. In oratorio accadono esperienze che, spesso, restano chiuse entro i confini fisici del cortile. Le Social Crew sono squadre che imparano a guardare la realtà con l’occhio di chi sa scorgere il bello e sa restituirlo all’esterno.
Sono 75 le realtà coinvolte in tutta la Lombardia (con un ponte speciale che arriva fino in Sicilia), mobilitando oltre 1.000 ragazzi e ragazze. Accanto a loro ci sono circa 150 giovani educatori.
Il cammino è iniziato nei mesi invernali con una formazione specifica. Attraverso moduli dedicati agli ambiti narrativo, creativo, produttivo, gestionale ed editoriale, i partecipanti hanno potuto sperimentare il montaggio video, la grafica e la scrittura. Il test operativo scatta ora con l’inizio delle attività estive. Con l’arrivo del Grest, le crew di Piadena, Sabbioneta e Pandino inizieranno a popolare le “mappe digitali” del progetto. I contenuti che appariranno sui feed dei profili social saranno il frutto di una discussione, di una scelta editoriale e di uno sguardo condiviso tra ragazzi ed educatori.
L’obiettivo primario è l’autenticità. Il racconto dell’oratorio estivo deve riflettere un’appartenenza profonda. Non si tratta di “gestire profili social”, ma di imparare a narrare la bellezza di essere comunità oggi, utilizzando la creatività perché il Vangelo possa essere annunciato anche nelle piazze digitali di oggi.