Azzardo: Caritas Lamezia Terme, “non è un gioco”

Nel territorio della diocesi di Lamezia Terme è stato complessivamente di circa 46,26 milioni di euro il denaro perso nello scorso a causa del gioco d’azzardo. Si tratta di dati ufficiali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) riferiti all’anno 2025 – e richiamati dalla Caritas diocesana – per i 25 Comuni della diocesi. “La somma complessiva che i cittadini del nostro territorio hanno ‘investito’ nell’azzardo è vertiginosa – dichiara don Fabio Stanizzo, direttore della Caritas – e si tratta di risorse sottratte ai consumi reali, al risparmio delle famiglie, al sostentamento dei figli e all’economia circolare del nostro territorio. I dati, ufficiali e aggiornati, mostrano una realtà complessa che interpella le nostre coscienze, le parrocchie e le istituzioni locali”. In particolare, secondo quanto reso noto nel corso dell’iniziativa della Caritas nazionale “La tenda del buon gioco”, svoltasi nei giorni scorsi anche a Lamezia Terme il giocato totale sul territorio diocesano è stato pari a 381,49 milioni di euro con 335,23 milioni di euro di vincite complessive per un introito all’erario di 21,19milioni di euro e per una perdita di 46.256.115,84 di euro. Per la Caritas diocesana “l’azzardo si è trasferito massicciamente all’interno delle mura domestiche e sugli smartphone, rendendo il fenomeno invisibile, accessibile 24 ore su 24, e particolarmente pericoloso per i giovani e gli adolescenti, che si avvicinano a piattaforme online (giochi di abilità, scommesse a quota fissa) spesso senza la percezione del valore del denaro”. “Il primo passo per costruire una coscienza critica collettiva – spiega don Stanizzo – è non chiamarlo gioco. Per questo, nell’ambito del progetto ‘Vince
chi smette’, promosso dalla Caritas, invitiamo ad utilizzare il verbo alternativo ‘praticare’. Infatti, dire ‘praticare l’azzardo’ invece di ‘giocare’, per togliere a questa attività quella veste di divertimento e socialità che appartiene unicamente al gioco vero. Per questo abbiamo voluto chiamare il nostro report ‘Il buon gioco è educativo e coinvolgente: l’azzardo non è un gioco’”. La Caritas diocesana viole creare una strategia comune che parta dal basso, coinvolgendo direttamente le parrocchie e i cittadini; migliorare la percezione reale del fenomeno
all’interno della comunità, smascherando “le false credenze legate alle ‘vincite facili’”; offrire strumenti di prevenzione e orientamento differenziati per fasce d’età (ragazzi, giovani, famiglie, anziani); “costruire e rafforzare reti esterne e interne in sinergia con le associazioni del terzo settore, i servizi sanitari (SerD) e gli enti locali. Da qui l’idea de “la cassetta degli attrezzi” con cui Caritas Italiana mette a disposizione di parrocchie e gruppi animativi materiale video, audio e cartaceo dedicato, scaricabile dall’area riservata del sito ufficiale www.vincechismette.it, oltre a un’app interattiva di sensibilizzazione.

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