“La scuola in ospedale agisce come una terapia non farmacologica del dolore, un regolatore emotivo estremamente importante che cura non soltanto il bambino ma tutto il contesto familiare favorendo poi la normalizzazione della vita”, ad affermarlo Lucia Celesti, responsabile Urp e accoglienza ospedale pediatrico Bambino Gesù, durante il convegno sui cinquanta anni fi vita della scuola in ospedale. Nel suo intervento la Celesti ha spiegato come è strutturata la scuola in ospedale. “Flessibilità, e personalizzazione sono le parole d’ordine. Qui non abbiamo la campanella alle otto e mezza, le aule possono essere gli stessi letti in cui sono ricoverati i bambini o i ragazzi”. “Il Covid – ha continuato – è stato anche una grande occasione, con un modello organizzativo che ha previsto la didattica a distanza, classi virtuali, piattaforme d’istituto, l’attivazione dello sportello online. Continuiamo a tenere questo modello organizzativo in situazioni di isolamento, dove per esempio i ragazzi che hanno effettuato trapianti, dove oltre al professore in presenza c’è la possibilità di attivare classi virtuali”.