Azzardo: Caritas Lamezia Terme, domenica “La tenda del buon gioco” in piazza Mazzini

In contemporanea con altre città italiane, domenica 31 maggio piazza Mazzini di Lamezia Terme ospiterà dalle 10 “La tenda del buon gioco”, rivolto a bambini ed adulti. L’iniziativa, promossa da Caritas Italiana nell’ambito del progetto “Vince chi smette”, al quale ha anche aderito la Caritas diocesana di Lamezia Terme, ha come scopo quello di promuovere il gioco sano e dire un “no” condiviso ai rischi del gioco
d’azzardo. In piazza saranno allestiti tavoli informativi, spazi ludico-educativi, attività sportive, laboratori per bambini, giochi e momenti di sensibilizzazione perché il gioco, quando fatto nel modo giusto, è bellezza, incontro e crescita e si “vince” stando insieme e tutelando il benessere della nostra comunità. Obiettivo è quello di “promuovere occasioni di incontro, ascolto e sensibilizzazione capaci di diffondere una cultura del gioco sano e responsabile”, richiamando l’attenzione sui rischi legati alla pratica dell’azzardo, soprattutto nelle sue forme più
diffuse, accessibili e ormai normalizzate. Le tende saranno spazi aperti, pensati per invitare le persone a fermarsi, confrontarsi, condividere esperienze e riflessioni. Un segno concreto per riportare il tema dell’azzardo dentro i luoghi della vita quotidiana, rendendo visibili fragilità spesso silenziose, spiegano i promotori. Preoccupante è la situazione dei giovani. Secondo i dati Espad italia 2025, quasi 1 milione di studenti ha praticato l’azzardo online nell’ultimo anno, più di 170mila sono a rischio mentre 130mila presentano già profili problematici.
Nel 2025 le persone che hanno praticato l’azzardo hanno perso circa 22 miliardi di euro. Dati ai quali bisogna aggiungere tutti i costi sociali e sanitari legati alle dipendenze, all’indebitamento e alle difficoltà familiari che le Caritas registrano quotidianamente nei loro centri di ascolto. Seppure lo Stato incassi circa 11 miliardi di euro attraverso le tasse sull’azzardo, questi guadagni “non possono compensare i costi sociali e sanitari che molte persone e famiglie si trovano a pagare”.

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