Terra Santa: Ingresso a Gerusalemme di mons. Lingua. Pizzaballa “Qui non troverà qui facili successi ma la certezza che Dio non abbandona il suo popolo”

(Foto Patriarcato latino Gerusalemme)

“Non troverà qui facili successi, ma troverà una certezza: la certezza che Dio non abbandona il suo popolo, nemmeno quando il futuro sembra incerto”. Con queste parole il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, ha accolto oggi, davanti all’Edicola del Santo Sepolcro, mons. Giorgio Lingua, nel suo ingresso ufficiale come delegato apostolico a Gerusalemme, e nunzio apostolico in Israele e Palestina. Nel luogo che “racchiude il mistero centrale della nostra fede”, il patriarca ha rivolto al rappresentante pontificio “un saluto pieno di gioia e di rispetto”, sottolineando che “la sua presenza è per noi un dono e una responsabilità: dono, perché ci ricorda il legame profondo che unisce la Chiesa locale alla Chiesa universale; responsabilità, perché ci invita a vivere con maggiore fedeltà la comunione ecclesiale”. Gerusalemme, ha ricordato Pizzaballa, è “amata e contesa, segnata da una vocazione unica alla pace, faticosa certo, ma mai impossibile”. In questo contesto, la missione del delegato apostolico si carica di un significato particolare: “creare opportunità, sostenere le comunità, incoraggiare ogni cammino di riconciliazione”. Il patriarca non ha nascosto le difficoltà: “le comunità cristiane di questa terra attraversano fragilità numerica, tensioni sociali e politiche, il rischio dello scoraggiamento e della dispersione”. E tuttavia, “proprio qui, dove il Vangelo è nato, la vocazione dei cristiani rimane quella di essere testimoni del Risorto, custodi di una speranza che non viene meno”. Delineando il profilo della missione affidata a mons. Lingua, Pizzaballa ha indicato tre direttrici: “segno della paternità del Santo Padre, vicino a tutti, in modo particolare ai più fragili; promotore della comunione ecclesiale, tra le diverse realtà della Chiesa in Terra Santa; voce discreta ma perseverante per la pace”. Assicurando “collaborazione, preghiera e sostegno”, il patriarca ha concluso richiamando il fondamento ultimo dell’unità: “non una semplice intesa umana, ma una comunione che nasce dal Cristo risorto”, da cui ripartire “per essere testimoni credibili del Vangelo, anche nella prova”. Mons. Giorgio Lingua è stato nominato nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico a Gerusalemme e Palestina il 22 gennaio 2026, da Papa Leone XIV.

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