“Ho appreso con grande tristezza della morte di padre Pierre Al-Rahi, parroco a Qlayaa, nel Sud del Libano, e cappellano regionale della Caritas locale, rimasto ucciso a seguito di un attacco nell’area”. Con queste parole il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha scritto al patriarca maronita, il card. Béchara Boutros Raï, esprimendo “il profondo cordoglio e la vicinanza della Chiesa in Italia” per una morte causata dalla “violenza cinica e insensata di un conflitto che sparge sangue e distruzione”. Per Zuppi, “il suo esempio, il suo martirio, è seme di amore e riconciliazione in un tempo di odio e divisione, segno di fraternità lì dove prevale la logica del più forte”. Il cardinale rinnova l’impegno a “rafforzare i vincoli di solidarietà e prossimità” tra le Chiese, unendo la propria voce a quella di Papa Leone XIV, che ha chiesto che “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”. Venerdì 13 marzo, in occasione della giornata di preghiera e digiuno promossa dalla Cei, sarà ricordato p. Al-Rahi e pregato “perché si avvii presto un cammino di pace stabile e duratura”.