“La guerra non è mai la strada della pace: ne è sempre il fallimento. La violenza non risponde alla sofferenza, ma la amplifica”. Lo afferma mons. Nicolas Lhernould, arcivescovo di Tunisi e presidente della Conferenza episcopale della regione del Nordafrica (Cerna), in un’intervista al Sir sull’escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti. Il presule guarda con “profondissima tristezza” al conflitto, ricordando la posizione delle comunità cristiane del Marocco, che hanno affermato di “respingere con tutta la forza del Vangelo il ricorso alla violenza e alla guerra come metodo di risoluzione dei conflitti tra popoli e nazioni”. Mons. Lhernould mette in guardia dal rischio che il conflitto venga letto come uno scontro religioso: “È proprio questa la trappola da evitare. Purtroppo oggi accade sempre più spesso che il linguaggio della fede venga piegato a logiche politiche e nazionalistiche”. L’antidoto, per il presule, è la fraternità: “La diversità delle culture e delle religioni non è il problema: può diventare una parte della soluzione se viene vissuta con rispetto e responsabilità”. Le conseguenze del conflitto, avverte, sono già visibili: “Sono prima di tutto drammi umani. L’anima del mondo è ferita”.