Sarà dedicato a “Giustizia sociale e conversione ecologica” l’appuntamento formativo che si terrà domani mattina a Vico del Gargano. “Questo convegno – si legge in una nota dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo – nasce dalla convinzione che ambiente e giustizia sociale siano due facce della stessa crisi, un’unica emergenza che interpella il nostro tempo. Una convinzione oggi entrata con forza anche nel magistero della Chiesa: nell’ottobre 2025, Papa Leone XIV ha ricordato che ‘la strada è tracciata, ma occorre ascoltare il grido della terra e dei poveri’, mettendo in guardia dal rischio che la crisi climatica venga considerata una moda passeggera. Non si tratta di un’opinione, ma di una responsabilità ineludibile”.
Dalle 9, presso il Cinema Paris, dopo i saluti del sindaco di Vico del Gargano, Lello Sciscio, del commissario del Parco nazionale del Gargano, Raffaele Di Mauro, e del dirigente scolastico dell’Iiss Publio Virgilio Marone, Maria Carmela Taronna, l’intervento di apertura sarà affidato a Luigi Russo; seguiranno la presentazione dei lavori degli studenti, la lettura del “Manifesto per il futuro del Gargano” e la sottoscrizione. Dopo la perfomance a cura dell’attore Dino La Cecilia, spazio alla tavola rotonda “Giustizia sociale, ambiente e governance del territorio” moderata da Massimiliano Arena, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale a cui parteciperanno rappresentanti del Parco nazionale del Gargano, delle scuole e delle associazioni ambientaliste. Le conclusioni saranno affidate a Di Mauro e a mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
L’incontro – promosso da arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Comunità Laudato si’ Gargano Nord, Comune di Vico del Gargano, Parco nazionale del Gargano e Iiss Publio Virgilio Marone di Vico del Gargano – ha l’obiettivo di riconoscere l’urgenza di ascoltare il “grido della terra e dei poveri” e rilevare l’inseparabilità tra la preoccupazione per la natura e la giustizia verso i poveri.