Il Pacto Histórico, il partito di sinistra del presidente Gustavo Petro, ha conquistato la maggioranza relativa dei voti in occasione delle elezioni parlamentari che si sono tenute ieri in Colombia. In particolare, al Senato, il partito ha conquistato poco meno del 23% dei voti, circa sette punti in più rispetto al partito guidato dall’ex leader Álvaro Uribe, Centro democrático, secondo i dati preliminari. Al terzo posto il Partito liberale. Di più difficile lettura il risultato del Congresso, dove il partito di Petro si presentava con una lista distinta in ogni regione. In ogni caso, per le elezioni presidenziali, fra tre mesi, si profila un duello tra la sinistra, imperniata sul Pacto Histórico, con il candidato Iván Cepeda, e la destra, nuovamente egemonizzata dal Centro democrático di Uribe, che schiererà Paloma Valencia, il nome emerso dalle elezioni primarie della coalizione, che si sono svolte sempre ieri.
Commenta al Sir, da Bogotá, Cristiano Morsolin esperto di diritti umani: “Il controllo e il potere territoriale delle mafie e dei clan politici si è fatto sentire alle elezioni parlamentari e consultive, che si chiudono con almeno 940 denunce per reati elettorali. Le autorità hanno sequestrato 3.628 milioni di pesos (circa 572.000 dollari) e arrestato tre candidati. I risultati, non scontati, dicono che la prospettiva progressista del presidente Petro, con i suoi alleati di centro, è stata sostanzialmente confermata dagli elettori, anche se il presidente non potrà ricandidarsi alle presidenziali, dato che il Pacto Histórico aumenta in modo considerevole il suo consenso nel Paese, rispetto a quattro anni fa. Importante la presenza di donne provenienti dalla società civile. Tra gli sconfitti, il nuovo partito di destra, Salvación Nacional, di Abelardo de la Espriella che avrà solo 3 senatori, ma anche l’ex guerriglia delle Farc, ora partito politico, che non ottiene parlamentari”.