Giovani: Osservatorio “Giovani e Futuro” Engim, adolescenti fiduciosi nel futuro ma faticano a riconoscere negli adulti figure di riferimento credibili

(Foto Siciliani - Gennari/SIR)

Emerge un quadro di “inaspettato ottimismo e speranza” dal secondo rapporto dell’Osservatorio nazionale permanente “Giovani e Futuro”, promosso dalla Fondazione Engim e curato dal prof. Daniele Marini di Community Research & Analysis. La ricerca è stata illustrata oggi presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato, in un dibattito che ha visto coinvolti il Vicepresidente della Cei, mons. Erio Castelluci, padre Antonio Teodoro Lucente e Marco Muzzarelli (rispettivamente Presidente e Direttore nazionale Engim) e il sociologo Daniele Marini, su invito del senatore Graziano Delrio. Andrea Simoncini del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha inviato un video intervento.
I dati dell’edizione 2025, riporta una nota di Engim, Ente nazionale Giuseppini del Murialdo, “sono la conferma di un mutamento silenzioso ma profondo: il lavoro non è più il centro dell’identità personale, ma entra a far parte di un sistema di valori più ampio, in cui benessere, libertà e sostenibilità assumono un ruolo sempre più importante. I giovani sembrano orientati verso una visione della vita più equilibrata e integrata, nella quale il lavoro resta significativo ma non totalizzante, e si inserisce in un progetto esistenziale più ampio”. Famiglia (65,9%), salute (63,4%) e tempo libero (57,1%) sono i tre principali valori di riferimento. Il lavoro (40%) resta rilevante ma nella misura in cui si riesce a coniugarlo con la famiglia, il tempo libero e altri impegni. La speranza rimane l’architrave del sentire giovanile: Il 57,5% degli intervistati immagina un futuro migliore e il 54,6% lo vede carico di opportunità. In questa seconda edizione dell’Osservatorio nazionale permanente “Giovani e Futuro”, emerge anche “la volontà di ritrovare negli adulti che oggi sembrano ‘sbiaditi’ nel loro ruolo, veri ‘mentor’”. Sebbene il 51,9% del campione dialoghi con gli adulti, spesso “la comunicazione risulta inefficace o priva di spiegazioni adeguate sulle regole proposte. Le nuove generazioni esprimono un forte bisogno di ‘mentor, maestri degni di questo nome’”.
La ricerca (maggio 2025) ha coinvolto un campione complessivo che ammonta a circa 4500 giovani, di cui 3.874 allievi Engim (formazione professionale) ai quali si sono aggiunti 634 allievi, allieve e partecipanti di altre regioni appartenenti ai seguenti enti e organizzazioni associative: Ciofs-Fp, Confap, Aeca, Gioc, Ssd San Paolo Ostiense, Don Bosco Crocetta Ssdarl e scuole paritarie della Congregazione dei Giuseppini del Murialdo.

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