“Sono trascorsi sette secoli, durante i quali questo luogo è diventato fucina di pietà e di devozione mariana, casa di speranza per generazioni di credenti”. Lo ha detto ieri mattina il vescovo dii San Marco Argentano-Scalea, mons. Stefano Rega, nel santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare (Cs), in occasione dell’inizio dell’Anno giubilare mariano nella ricorrenza del 700° anniversario dell’arrivo alla grotta della sacra effigie della Madre di Dio.
Un luogo questo “ricco di grazia e di devozione mariana” che “profuma di storia e di spiritualità”, ha detto il presule evidenziando che il Giubileo mariano, come quello che “oggi iniziamo, ci invita in modo particolare a guardare a Maria, alla tutta Santa, non come a una figura estranea e lontana, ma come a colei che ha vissuto fino in fondo il Vangelo delle Beatitudini, nella povertà, nell’umiltà, nella fiducia totale in Dio”. Per il presule l’arrivo della Madonna della Grotta “ci ricorda che Dio sceglie ciò che è semplice, luoghi nascosti e cuori disponibili. E in questi luoghi Dio continua a visitare il suo popolo”. “Quante ferite inutili nascono da un cuore che si sente offeso, da una parola fraintesa o da un giudizio affrettato”, ha detto mons. Rega aggiungendo che quando “riconosciamo la nostra piccolezza davanti a Dio, tante preoccupazioni perdono forza. Ci sentiamo stranamente più leggeri, più liberi, più capaci di affidamento. È questa la libertà dei figli di Dio”. Chi conosce il bisogno, la precarietà, la fragilità, sa – ha detto ancora mons. Rega – “istintivamente gettarsi nella misericordia del Signore”. Il cristiano “non si accontenta delle apparenze né della finta cordialità”. Cerca il “reale”, ciò che nasce dalla “grazia di Dio” e si “traduce in gesti concreti di amore. Beati sono coloro che perdonano, che non restituiscono male per male, che cercano di ricostruire invece di distruggere. Così la pace nasce sempre da cuori capaci di misericordia”. Il Giubileo mariano – ha quindi detto il presule – “ci invita a lasciarci cambiare, rendendoci disponibili a diventare più umili, più misericordiosi, più disponibili alla pace, più attenti ai poveri e ai feriti della vita”. E’ una occasione “propizia per imparare a pregare meglio e di più”. Da qui la preghiera perché il Giubileo mariano sia “l’occasione preziosa per accogliere Maria nei nostri cuori, lasciando che attraversi le onde del mare delle nostre esistenze in tempesta e porti la pace che il suo Figlio Gesù può donarci in abbondanza. Praia a Mare, in particolare, e questa bella comunità, sia un popolo umile, misericordioso, un popolo che cammina nelle Beatitudini”.