“L’intelligenza deve fare memoria: non semplicemente accostando dati, come un algoritmo fa ormai più rapidamente di noi, ma ricordando le esperienze vissute, con le risonanze che solo l’animo umano può provare, ed entrando più intensamente in contatto con la loro bontà”. Lo ha spiegato il Papa, nell’omelia della messa presieduta nella basilica di San Pietro, per l’inaugurazione dell’anno accademico delle Università Pontificie. “La routine, le ambizioni, le rivalità e altri fattori negativi possono col tempo distrarre attenzione ed energia, lasciando inariditi e fiacchi, litigiosi e tristi”, il monito di Leone XIV: “Occorre allora ritornare al cuore. Lì tutto è cominciato, lì è l’inizio che rimane con noi. Custodite il cuore! Che siate studenti, ricercatori o docenti, custodite il cuore, perché ogni età e responsabilità siano vissute “nel segno dello Spirito”.