Mercoledì 7 ottobre coloni israeliani sono entrati nei terreni agricoli a est e a sud di Taybeh, cittadina cristiana a nord-est di Ramallah, e hanno raccolto le olive da alberi di proprietà palestinese, mentre pecore ritenute dei coloni pascolavano tra ulivi e coltivazioni. Lo riferisce un rapporto del Watcher of Holy Land, presieduto da padre Bashar Fawadleh, sacerdote del Patriarcato latino e parroco a Taybeh.
Foto e video di fonti locali mostrano persone che colpiscono i rami con dei bastoni per far cadere i frutti, spezzandoli e danneggiando le piante: parte del raccolto è compromessa e le rese future potrebbero calare. Tra i coloni c’era Neriya Ben Pazi, sanzionato dagli Stati Uniti nel 2024 per violenze contro i palestinesi e per l’espulsione di pastori da centinaia di acri. Era sul posto con i familiari, che hanno filmato e pubblicato le immagini sui social.
In mattinata, secondo testimoni, i coloni avevano preso dalla casa di Bashir Kuna i teli per la raccolta, usandoli sugli alberi dei palestinesi. L’abitazione è stata più volte presa di mira, con danni e furto di telecamere. Un attivista straniero è stato picchiato dopo aver filmato i coloni; le ferite non sarebbero gravi.
Gli episodi seguono altri casi. Il 5 ottobre agricoltori di Rammun sono stati aggrediti mentre raccoglievano olive a sud-est di Taybeh: secondo fonti locali, le forze israeliane hanno fermato diversi contadini e chiuso le strade d’accesso alla cittadina, impedendo a un’ambulanza palestinese di raggiungere i feriti. Lo stesso giorno i coloni sono entrati nell’area di Jabbas, a est, raccogliendo olive su terreni di famiglie palestinesi.
I proprietari hanno limiti di accesso a vaste aree dei loro terreni, mentre i coloni entrano in alcune di quelle stesse zone. Secondo la mappa allegata al rapporto, un ordine militare israeliano ha dichiarato Taybeh zona militare chiusa, con accesso limitato a israeliani e cittadini stranieri. A Taybeh oltre 16mila dunam sono coltivati a ulivo, secondo padre Fawadleh, che avverte: restrizioni e aggressioni minacciano raccolto e reddito delle famiglie. Per i residenti le olive sono reddito, legame storico con la terra e ciò che permette di restare.