Beato Livatino: mons. Damiano (Agrigento), “un magistrato umile ma non remissivo, giusto e discreto”

“Il 9 maggio 2021, giorno della beatificazione del giudice Rosario Angelo Livatino, alla comunità dei credenti, agli uomini e alle donne di buona volontà, a coloro che hanno fame e sete della giustizia, è stato dato un modello”. Così l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, commenta il decreto con cui il Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha proclamato il beato patrono dei magistrati italiani. Il provvedimento porta la data del 7 ottobre, memoria della beata Vergine Maria del Rosario. “Ponendosi Sub tutela Dei – prosegue il presule – il giudice Livatino manifesta la perfezione della carità non nella vita contemplativa o in opere caritative-assistenziali ma nell’unità di un’esistenza animata dal Vangelo e dalla ricerca della giustizia, intesa – come ci ha insegnato – come donazione di sé a Dio nell’ordinarietà del suo impegno civile e professionale”. La sua figura di uomo, di cristiano e di magistrato, osserva mons. Damiano, è offerta come “profezia di una resistenza alla mafia pensata e praticata con competenza, sacrificio e impegno, vissuta con le armi della legalità e della giustizia: ‘armi del bene’ di un magistrato umile ma non remissivo, giusto e discreto”. La proclamazione arriva a pochi giorni dall’anniversario della nascita del giudice, avvenuta il 3 ottobre 1952, e in vista della memoria liturgica, che si celebra il 29 ottobre.

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