Salute mentale: Telefono Azzurro, domani a Bologna un convegno con protagonisti i ragazzi per rompere i tabù su benessere psicologico e impatto del digitale

Creare una vera “comunità che ascolta e che fa” per rompere i tabù che ancora circondano il benessere psicologico e affrontare l’impatto del digitale: è questo l’obiettivo dell’evento promosso da Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets, in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e l’Irccs Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna. L’incontro si terrà venerdì 9 ottobre , dalle 9.30 alle 12.30, presso l’Aula H – Belmeloro dell’Ateneo bolognese (Via Beniamino Andreatta 8), nell’ambito delle iniziative per la Giornata mondiale della salute mentale.
Non sarà un convegno tradizionale, ma un momento di ascolto e confronto. I veri protagonisti saranno gli studenti dell’Iis “Enrico Mattei” – Liceo delle Scienze umane di San Lazzaro di Savena, che porteranno nell’aula universitaria il lavoro di riflessione svolto in classe su alcuni dei temi più rilevanti per la loro generazione: ansia, uso e pressione dei social network, cyberbullismo e sfide legate all’intelligenza artificiale.
Attraverso un dialogo circolare guidato dal dirigente scolastico Daniele Barca, i ragazzi si confronteranno con una platea multidisciplinare di docenti e professionisti: Ernesto Caffo, Ilaria Cataldo, Michele Colajanni, Annalisa Guarini, Raffaele Lodi, Filomena Massaro, Massimiliano Tarozzi, Caterina Tonon.
L’evento di Bologna nasce anche alla luce dei dati raccolti quotidianamente da Telefono Azzurro attraverso il Servizio 1.96.96. Nei primi nove mesi del 2026, i casi legati alla salute mentale sono quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 687 a 1.286 (+87,2%). Oggi la salute mentale rappresenta il motivo principale di oltre una richiesta di aiuto su tre (35,7%), rispetto al 30,1% registrato due anni fa.
Ansia, tristezza e solitudine sono tra i segnali più frequenti. In 417 casi, quasi uno su tre tra quelli legati alla salute mentale, emergono inoltre pensieri suicidari, tentativi di suicidio o atti autolesivi. Tra le richieste di aiuto compaiono anche difficoltà legate all’immagine corporea, all’autostima e al rapporto con il cibo.
A rivolgersi al servizio sono soprattutto adolescenti, con un’età mediana di 15 anni, e sette su dieci sono ragazze. Sempre più spesso scelgono di scrivere: l’85% dei primi contatti avviene attraverso chat o WhatsApp, mentre il 15% arriva attraverso il canale telefonico.
“I dati confermano che la salute mentale è oggi una priorità per adolescenti e giovani – dichiara Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro -. Per i ragazzi la vita digitale è parte integrante della vita reale e le pressioni sociali, l’isolamento e la rapida evoluzione tecnologica possono incidere profondamente sul loro benessere. Con l’evento di Bologna vogliamo mettere i ragazzi al centro e dimostrare che scuola, università, istituzioni e società civile possono unire le forze per costruire risposte concrete, creando spazi sicuri di ascolto, prevenzione e partecipazione”.

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