A tre anni dall’inizio della guerra e a uno dal cessate il fuoco, la crisi umanitaria in Terra Santa “resta tremenda”. Caritas Ambrosiana interviene per segnalare la situazione di tensione e povertà seguita all’attacco di Hamas e alle successive violenze e distruzioni israeliane nella Striscia di Gaza. “In uno scenario sconfortante, Caritas non smette di credere alla possibilità della convivenza, del dialogo e della pace. Non come prospettive utopiche, ma come pratiche quotidiane che possono apparire velleitarie, e invece resistono alla brutalità dei tempi e di leadership inumane”. Ci crede Caritas Ambrosiana, che negli ultimi tre anni “ha continuato a sostenere percorsi per la pace e la riconciliazione, in particolare il progetto PeaceMed (formazione di operatori di pace nei paesi dell’area mediterranea) e le iniziative delle associazioni Neve Shalom – Wahat al Salam (per favorire conoscenza e dialogo tra giovani delle comunità ebraica e arabo-israeliana) e Al-Liqa Center (percorsi formativi volti a radicare il concetto di pace come valore condiviso nella società palestinese e a favorire la permanenza delle comunità cristiane nei territori d’origine)”.
- (Foto Caritas Italiana)
- (Foto Caritas Italiana)
A queste attività Caritas Ambrosiana ha destinato una quota (oltre 119mila euro, cioè quasi il 9% del totale) delle risorse economiche stanziate, negli ultimi tre anni, a favore delle popolazioni della Terra Santa. I fondi inviati a Caritas Gerusalemme, in coordinamento con Caritas Italiana, sono ammontati, nel complesso, a 1 milione 339mila euro. La Caritas espressione del Patriarcato Latino opera nell’intero territorio di Terra Santa: alle sue attività nella Striscia di Gaza sono stati riservati 870mila euro (quasi il 65% degli aiuti ambrosiani), a quelle in Cisgiordania 350mila euro (poco più del 26%). La gran parte delle risorse sono state destinate a interventi d‘urgenza, “necessari per far fronte a una situazione umanitaria che rimane drammatica, soprattutto nella Striscia di Gaza, dove circa 2,1 milioni di persone sono stipate in un fazzoletto di terra, quasi tutte costrette a vivere nelle tende, in condizioni di precarietà assoluta”. In questo territorio, a partire da ottobre 2023 Caritas Ambrosiana ha contribuito alle distribuzioni di cibo, di acqua tramite autobotti e di altri aiuti materiali, e all’erogazione di servizi sanitari. “Uno sforzo particolare è stato compiuto nel settore delle cure materno-infantili”, grazie al progetto “Una speranza per Gaza”. Caritas Ambrosiana ha raccolto 150mila euro per rafforzare le attività della clinica che Caritas Gerusalemme gestisce di fronte allo stadio Palestina, nel quartiere Al-Rimal di Gaza City, in mezzo a un mare di tende popolate da sfollati. Caritas Ambrosiana” intende sostenere l’attività della clinica anche nel 2027, confidando nella generosità dei donatori della diocesi di Milano”.