Sarà Longarone, a pochi giorni dal 63° anniversario della tragedia del Vajont, a ospitare domenica 11 ottobre la 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall’Anmil. Una scelta dal forte valore simbolico: il territorio del Vajont, luogo della memoria di una delle più drammatiche tragedie della storia italiana, diventerà per una giornata il punto di riferimento nazionale per rinnovare l’impegno per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
La Giornata sarà un momento di commemorazione, ma anche di confronto e di denuncia. In tutta Italia le sedi Anmil ricorderanno contemporaneamente le vittime degli incidenti sul lavoro e le persone che ancora oggi convivono con le conseguenze di un infortunio o di una malattia professionale.
Per questo l’Anmil torna a chiedere con forza un cambio di passo sulle politiche per la sicurezza, a partire dal contrasto alla precarietà e all’irregolarità del lavoro, dal rafforzamento dei controlli e da politiche strutturali per i lavoratori maggiormente esposti ai rischi.
Tra le principali richieste dell’Associazione vi sono l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro, per rendere le indagini sugli infortuni più rapide, specializzate ed efficaci, e l’introduzione della fattispecie autonoma del reato di omicidio sul lavoro.
Durante la Giornata interverranno i genitori di Mattia Battistetti, morto a 23 anni dopo essere stato travolto da un bancale di 15 quintali in un cantiere di Montebelluna (Treviso). Per la morte di Mattia, i giudici hanno comminato una pena di un anno e tre mesi a tre dei sei imputati; gli altri tre sono stati assolti perché il fatto non sussiste.
“La testimonianza dei genitori di Mattia ci ricorda che dietro ogni numero e ogni procedimento giudiziario ci sono persone, famiglie e vite spezzate. Per questo riteniamo fondamentale che la voce dei familiari delle vittime trovi spazio nella nostra Giornata nazionale: ascoltarla significa non lasciare che queste tragedie vengano dimenticate e ribadire che la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo, ma un diritto e una responsabilità che riguarda tutti”, sottolinea il presidente nazionale dell’Anmil, Amedeo Bozzer.
“Quest’anno, inoltre, abbiamo scelto di anticipare la consegna dei brevetti e dei distintivi d’onore, da parte dell’Inail, agli invalidi del lavoro aventi diritto, per rafforzare l’impegno verso la categoria che rappresentiamo e alla quale apparteniamo da oltre 83 anni come Associazione”, conclude Bozzer.
“Non ci arrendiamo e non ci arrenderemo – è il messaggio dell’Anmil – finché ci sarà anche una sola persona che avrà bisogno di un luogo sicuro in cui sentirsi compresa e ascoltata. Perché non dobbiamo abituarci alle morti sul lavoro. Non dobbiamo abituarci alla sofferenza. Non dobbiamo abituarci all’idea che un lavoro possa costare la salute o, peggio ancora, la vita”.