“Per avere una speranza di riabilitazione, i detenuti devono vedere rispettati i propri diritti umani fondamentali”. E’ quanto scrive il vescovo di Kilmore Martin Hayes, delegato della Conferenza Episcopale Irlandese per i rapporti con il Servizio Penitenziario Irlandese, in una Dichiarazione diffusa alla vigilia della “Domenica dei detenuti” (Prisoners’ Sunday) che si celebra domani, 11 ottobre. “Nonostante il Servizio penitenziario irlandese stia compiendo ogni sforzo per garantire assistenza ai detenuti, il problema di fondo è la mancanza di spazio sufficiente per ospitarli tutti”. Secondo i dati riportati nella Dichiarazione, Al 9 luglio 2026, quasi un decimo dei detenuti nella Repubblica d’Irlanda – ovvero 520 persone – dormiva su materassi appoggiati a terra in celle sovraffollate, accanto a servizi igienici privi di separazioni…”. “Siamo chiamati a fare di più – è l’esortazione del vescovo –, sviluppando forme alternative di riabilitazione e/o creando nuovi spazi detentivi” e “pur dovendo sempre tenere a mente le vittime dei reati, in questa Domenica dei detenuti dobbiamo prestare attenzione alle condizioni di vita dei carcerati”. “La nostra preghiera, in questa Domenica dei detenuti – scrive ancora il vescovo -, è di saperci avvicinare a chi è in carcere riconoscendo il bene e il male presenti in ciascuno”.
La conferenza episcopale irlandese diffonde con l’appello del vescovo, anche il Rapporto dell’Ufficio dell’Ispettore delle carceri (Oip), l’organismo di controllo indipendente irlandese responsabile dell’ispezione delle carceri e delle indagini sui decessi avvenuti in custodia penitenziaria. Dalla Relazione annuale 2025, pubblicata il 9 luglio 2026, emerge che “la popolazione carceraria irlandese si sta avvicinando sempre di più alla triste soglia dei 6.000 detenuti, a fronte di una capacità di soli 4.767 posti letto. Oggi (9 luglio 2026), 5.817 persone sono detenute, e quasi un decimo di queste non ha nemmeno un letto. Il fatto che 520 persone siano costrette a dormire su materassi per terra in celle sovraffollate accanto a servizi igienici senza divisori è a dir poco una vergogna nazionale”.