“La costruzione di alloggi deve rispondere prima di tutto alle esigenze delle persone che lavorano e hanno redditi bassi”. È l’appello di Koldo Casla, relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto a un’abitazione adeguata, al termine di una visita ufficiale in Ghana. L’esperto ha denunciato il divario tra il boom edilizio, soprattutto nella capitale Accra, e le reali necessità della popolazione: numerosi immobili di lusso, promossi a prezzi proibitivi, restano vuoti, alimentando una dinamica speculativa che non garantisce il diritto alla casa. Secondo i dati citati dall’esperto, circa il 31% della popolazione urbana vive in insediamenti informali e si stima che circa 100mila persone siano senza dimora, tra cui 60mila bambini. Casla ha invitato le autorità a coinvolgere le persone in condizioni di povertà nelle politiche abitative e a porre fine agli sgomberi forzati senza consultazione preventiva e adeguati risarcimenti. Chiesto anche un rafforzamento degli strumenti di controllo degli affitti, per tutelare gli inquilini dagli aumenti eccessivi e dalle richieste di anticipi esorbitanti. Il relatore ha inoltre richiamato gli effetti dei cambiamenti climatici, tra siccità nelle regioni settentrionali, alluvioni nel sud e temperature crescenti negli insediamenti precari, sollecitando interventi di prevenzione e maggiore sostegno alle amministrazioni locali. Il Ghana, ha concluso Casla, può diventare un esempio regionale nella tutela del diritto all’abitazione. Il rapporto completo sulla visita sarà presentato al Consiglio Onu per i diritti umani nel marzo 2027.