Pace: assegnato al palestinese Mohammed Abu-Nimer il Prenio Niwano 2024

Il Premio Niwano per la pace, giunto quest’anno alla sua quarantunesima edizione, è stato assegnato al palestinese Mohammed Abu-Nimer, professore di Pace e risoluzione dei conflitti all’Università Americana e fondatore del Salam Institute a Washington D.C., “come riconoscimento del suo lungo impegno per la pace e il dialogo interreligioso”. “Sia come studioso che come attivista – si legge nella motivazione del prestigioso riconoscimento, tributato dalla Fondazione Niwano per la pace, che organizza il premio – ha dimostrato questo suo impegno dalla sua gioventù fino ad oggi”: per i promotori dell’iniziativa si tratta di “un contributo olistico alla causa della pace” che “integra l’educazione alla risoluzione dei conflitti con l’attività di peacebuilding, particolarmente attraverso la sua profonda conoscenza ed effettiva messa in pratica del perdono e della riconciliazione nell’Islam”. “Alla luce del perdurante conflitto nella sua patria, tra Israele e Palestina, che si sta rivelando come una delle più devastanti guerre nella regione, crediamo che non ci potrebbe essere destinatario più adatto e opportuno per questa edizione del Premio Niwano per la Pace”, concludono gli organizzatori. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Tokyo il 14 maggio. Oltre all’attestato, il vincitore riceverà una medaglia e 20 milioni di yen.

Mohammed Abu-Nimer, musulmano Sufi, da giovane palestinese ha sperimentato come l’identità abbia spesso scatenato conflitti religiosi. Già a 20 anni si è specializzato nel dialogo tra musulmani ed ebrei, che ha poi caratterizzato tutta la sua vita, diventando pioniere nel campo del dialogo interreligioso, specialmente nelle zone di conflitto. Dagli Anni Novanta, ha lavorato sulle relazioni tra cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord, tra buddisti e indù nello Sri Lanka, tra cristiani e musulmani nelle Filippine, nei Balcani e in molti Paesi africani. Il suo lavoro si è poi esteso nella regione araba: Iraq, Siria, Libano, Egitto, Tunisia e Giordania, oltre alla Palestina. Tra le sue moltissime pubblicazioni, figura il primo libro sulla nonviolenza nell’Islam, tradotto in cinque lingue. Attualmente, è professore di Pace e risoluzione dei conflitti e fondatore del Salam Institute a Washington D.C., un’ organizzazione non-profit per la ricerca, l’educazione e la pratica delle questioni legate alla risoluzione dei conflitti, alla nonviolenza, ai diritti umani e allo sviluppo, con un “focus” sul colmare le differenze tra le comunità musulmane e non musulmane

Ogni anno, la Commissione del Premio Niwano seleziona scrupolosamente i candidati tra circa 600 candidature, presentate da persone e organizzazioni che rappresentano 125 Paesi. I nove leader religiosi che compongono la Commissione provengono da ogni parte del mondo, e molti di essi sono impegnati in movimenti per la pace e la cooperazione interreligiosa. La Fondazione Niwano per la pace ha istituito l’omonimo premio “per onorare e incoraggiare individui e organizzazioni che hanno contribuito in maniera significativa alla cooperazione interreligiosa, sostenendo la causa della pace nel mondo, e per far conoscere la loro opera nella maniera più ampia possibile”. L’auspicio è che in questo modo “si accresca il dialogo e la cooperazione interreligiosa e si incoraggi la crescita di sempre più persone impegnate a lavorare pe la pace mondiale”. Il Premio prende il nome dal fondatore e primo presidente dell’organizzazione buddista laica Rissho Kosei-Kai, Nikkyo Niwano, che ha dedicato più di metà della sua vita a promuovere la pace nel mondo, specialmente attraverso il dialogo e la cooperazione religiosa. Tra i premiati nelle precedenti edizioni figurano, tra gli altri, il vescovo Helder Camara e la Comunità di Sant’Egidio.

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