Natale: mons. Pavanello (Adria-Rovigo), “non farne semplicemente una ‘bella favola’, percepirne il significato profondo cambia radicalmente il nostro modo di vivere”

“Non fare del Natale semplicemente una ‘bella favola’, in cui rifugiarci per trovare sollievo dalle ansie e preoccupazioni che ci assillano. Celebrare il Natale, infatti, vuol dire sentirci amati in modo incondizionato da Colui che è nostro Creatore e Padre, origine e fonte della nostra esistenza, meta a cui siamo diretti”. È l’esortazione con cui si apre il messaggio natalizio che il vescovo di Adria-Rovigo, mons. Pierantonio Pavanello, ha rivolto alla comunità diocesana.
“Percepire il significato profondo della nascita di Gesù cambia radicalmente il nostro modo di vivere: per questo – ammonisce il presule – non dobbiamo sprecare l’occasione che anche quest’anno ci è data di avvicinarci all’evento che ha cambiato la storia del mondo, un evento che tanto può dirci anche in relazione alle prove che l’umanità sta affrontando”. Il vescovo osserva poi che “non dobbiamo sentire il Natale come una festa che stride con la terribile realtà che abbiamo davanti agli occhi in queste ultime settimane, realtà di guerra, di atrocità e di violenza senza fine”. Perché, “il Natale inteso nel suo senso più vero e profondo ci porta invece a tenere insieme questa realtà tremenda con la speranza di una vita e di un mondo diversi”. “Celebrare la nascita di Gesù non ci porta fuori da questo mondo immerso nel buio di un male che sembra invincibile, ma ci fa trovare dentro la notte oscura del tempo presente quella luce che ci illumina e ci riscalda perché anche noi possiamo diventare luce per gli altri uomini”, prosegue mons. Pavanello, aggiungendo che “il Natale ci ricorda che Dio fa sempre cose nuove per l’umanità e anche in questo tempo difficile può fare germogliare la pace e la giustizia se uomini e donne di buona volontà sapranno dare ascolto alla Parola di vita e di salvezza che Gesù Cristo, il Salvatore, ci ha affidato”.
“La nostra Chiesa diocesana – l’auspicio del vescovo – trovi nella celebrazione del Natale la forza per non lasciarsi paralizzare dalla nostalgia di un passato che non può tornare e per rigenerarsi” ricordandosi che “siamo chiamati a far nascere una forma nuova di comunità e di vita cristiana perché il Vangelo possa raggiungere ancora gli uomini e le donne che vivono nella nostra terra”.
“Anche la nostra società polesana – evidenzia mons. Pavanello – può ricevere dal Natale una iniezione di speranza: siamo infatti davanti ad una sfida cruciale per il futuro, quella di invertire la china di una crisi demografica senza precedenti che rischia di condannarci ad un inesorabile declino”. “La nascita nella carne del Figlio di Dio – conclude – ci aiuti a credere che è possibile generare realtà nuove e belle se impariamo a far rete e a lavorare insieme per obiettivi condivisi. Fermiamoci in questi giorni davanti al presepio: come San Francesco, che ottocento anni fa a Greccio iniziò questa tradizione tanto cara al nostro popolo, e cerchiamo di gustare l’umiltà e la semplicità che hanno circondato la nascita sulla terra del Figlio di Dio, per ripartire anche noi con il cuore colmo di pace e di fiducia”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo