Diocesi: mons. Crociata (Latina), “prendiamoci cura delle giovani generazioni. C’è bisogno di un’alleanza per la vita e di un patto per l’educazione”

“Prendiamoci cura dei nostri bambini e ragazzi con una nuova consapevolezza. Ne abbiamo bisogno noi adulti, perché finora abbiamo dato mostra di sfiducia nel futuro e di ripiegamento su noi stessi. La crisi epidemica può diventare un’opportunità per una svolta, per imprimere una direzione nuova alla nostra vita”. È l’appello rivolto sabato sera da mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, durante la celebrazione eucaristica per la festa di Sant’Anna che ha presieduto presso l’omonima parrocchia di Pontinia.
“Dobbiamo confessare di essere in difetto, e precisamente in difetto di fiducia”, ha affermato il vescovo, all’inizio dell’omelia: “Non ci sentiamo tranquilli perché gli strascichi dell’epidemia non sono del tutto scomparsi e non sappiamo se ci sarà una nuova ondata oppure no. Nel frattempo, stiamo cercando timidamente di riprendere il ritmo ordinario della nostra vita, nella speranza che tutto possa tornare come prima, anzi meglio di prima”. “Quando una generazione si trova ad affrontare sfide come quella in corso, riscopre il punto di forza per la sua ripresa nei nuovi nati, nei piccoli, nei ragazzi e giovani”, ha proseguito mons. Crociata, secondo cui “dedicarsi a loro è il modo adeguato di reagire e superare un passaggio difficile”. “Questa crisi conseguente all’epidemia – ha osservato il vescovo – non ha creato il problema, ma ha rivelato e enfatizzato un problema che abbiamo da molto prima. E il problema lo indicherei così: la natalità si abbassa paurosamente e la capacità di far crescere nuove generazioni vitali e forti sembra smarrita”. E se da un lato “lo sforzo di tutti deve mirare a rendere possibile una ripresa in presenza della vita scolastica e parrocchiale, con la necessaria prudenza ma anche valorizzando tutte le condizioni che possono consentirla”, dall’altro “c’è una cultura che va coltivata e diffusa, un nuovo protagonismo delle giovani coppie e delle nuove famiglie perché si alleino le une con le altre per un progetto di città e di comunità ecclesiale giovane e vitale”. “C’è bisogno di una alleanza per la vita e di un patto per l’educazione, al quale ciascuno porti il proprio contributo di convinzione personale e di partecipazione fattiva. Senza una simile alleanza e un tale patto anche la fede è a rischio”, ha concluso il vescovo.

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