Coronavirus Covid-19: anche la diocesi di Singapore sospende le messe domenicali e feriali

Nella lotta contro la diffusione del coronavirus Covid-19, l’arcidiocesi di Singapore, come già aveva deciso quella di Hong Kong, ha deciso di sospendere la celebrazione di tutte le messe della domenica e dei giorni feriali a partire dal 15 febbraio fino a nuovo avviso. L’arcidiocesi – che comprende 32 chiese – ha avvisato i parroci e le comunità laicali che anche tutti gli altri eventi pubblici che prevedono un gran numero di persone, come incontri di formazione della fede, ritiri e seminari, dovrebbero essere sospesi. Alla fine del mese scorso, l’arcidiocesi aveva già esentato quanti non fossero in piena salute o manifestassero sintomi simil-influenzali dalla partecipazione alla messa.
In una sua lettera pervenuta all’agenzia Fides, l’arcivescovo di Singapore William Goh ricorda che nelle ultime settimane la Chiesa locale si era adoperata per ridurre al minimo il rischio di diffusione dei focolai di Covid-19 nelle sue istituzioni e tra i sacerdoti, invitando a misurare la temperatura delle persone. Tuttavia, questo provvedimento non è uno strumento di screening infallibile, in quanto anche le persone asintomatiche possono essere portatrici dell’infezione.
L’arcivescovo sottolinea che la sospensione delle messe non significa che i cattolici possono sentirsi esentati dall’adempimento del loro principale obbligo religioso e aggiunge che possono seguire la trasmissione della messa su YouTube o sull’applicazione mobile CatholicSG Radio. Invita quindi a pregare perché questo virus sia contenuto e sradicato e anche per quelli in prima linea – i dottori e le infermiere – che stanno mettendo la propria salute a servizio dei malati.
Ai matrimoni e ai funerali potranno partecipare solo le persone strettamente coinvolte e, in precedenza, dovranno essere presi accordi con il parroco, seguendo tutte le misure precauzionali in base alla Catholic Medical Guild.
Al 14 febbraio a Singapore erano stati registrati 67 casi confermati di Covid-19. Di questi 17 sono stati dimessi dall’ospedale mentre altri 6 rimangono nel reparto di terapia intensiva e sono malati gravi.

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