Porto Rico: dopo il terremoto 300mila senz’acqua. Arrivano i primi aiuti a popolazione. Chiusa cattedrale di Ponce

Emergono con ulteriore evidenza i danni alle strutture causati dalla forte scossa di terremoto che martedì scorso ha colpito la parte meridionale di Porto Rico. Secondo quanto riferiscono fonti dirette Sir, sono state colpite 5 chiese cattoliche e il numero di case distrutte potrebbe superare il centinaio tra le città di Ponce, Peñuelas, Guayanilla, Yauco, Guánica e Lajas. Dopo un’analisi strutturale, è risultato che i danni alla cattedrale di Ponce sono consistenti, tanto che la chiesa è stata chiusa. Le messe saranno celebrate nella cappella del vicino Seminario. Le persone evacuate sono oltre trecento, ma sono ben 300mila coloro che si trovano ancora senza servizi idrici. La governatrice dell’isola, territorio incorporato agli Usa, Wanda Márquez, ha firmato lo stato d’emergenza.
Nel frattempo, si sta mettendo in moto la macchina degli aiuti, coordinata dalla locale Caritas. Il direttore, padre Enrique Camacho, ha annunciato a “El Visitante”, la testata espressione della Chiesa portoricana, che ieri è arrivato il primo camion con aiuti e altri ne seguiranno oggi. “Ma oltre ad aiuti materiali, abbiamo bisogno di mani”, di volontari, avverte padre Carlos Collazo, vicario per la pastorale sociale della diocesi di Ponce. Coloro che si sono prestati finora a dare una mano sono ringraziati dal vicario generale della diocesi di Ponce, mons. Roberto García Blay: “Sono laici, uomini di Dio, impegnati per Gesù e con amore per l’umanità”.
Nel frattempo, al popolo di Porto Rico è giunta la vicinanza del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), attraverso un messaggio che il presidente, mons. Miguel Cabrejos, ha inviato al presidente della Conferenza episcopale portoricana, Rubén Antonio Gonzáles Medina.

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